“Fra Tenebra e Abisso: La Megera” dialogo con l’autore

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Ciao amici!

Oggi, nella serie delle mie interviste, parlo con Dario Leccacorvi: l’autore dell’applicazione-librogame “Fra Tenebra e Abisso: il Marchio” (di cui ho fatto una recensione qualche mese fa). Questa storia interattiva ha avuto un grande successo in Italia e nel mondo (con la versione in lingua francese, tradotta dal sottoscritto).

Il secondo capitolo è uscito il 29 Luglio. Quindi, il buon Dario ha avuto la gentilezza di rilasciarmi questa nuova intervista: parliamo della saga “Fra Tenebra e Abisso”, ma anche del fantasy italiano.

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Il primo “Fra Tenebra e Abisso” fu un successone: 140.000 downloads per la versione italiana e 65.000 per quella in francese. Ti aspettavi tali risultati?

Be’, neanche lontanamente. Mi piacerebbe dire che è stato tutto frutto di un’attenta pianificazione, ma non è così! Alla vigilia della pubblicazione di “Fra Tenebra e Abisso: Il Marchio” ritenevamo che, per un’opera prima senza un’autentica copertura promozionale, 1000 download sarebbero stati un risultato accettabile. Per fortuna siamo andati molto oltre.

Come descriveresti “Fra Tenebra e Abisso” a quelli che non l’hanno ancora scaricato?

È una saga fantasy in cui il protagonista sei tu: la si gioca su un dispositivo android, come fosse un videogioco, ma la vicenda, il mondo, le varie situazioni sono descritte principalmente attraverso il testo, come fosse un romanzo. Insomma, combina lettura e gioco e somiglia moltissimo ai librogame classici, cui si ispira apertamente.

Com’è nata questa saga?

La saga si sviluppa all’interno di un mondo, il Rayn, che ha fatto da ambientazione per diverse centinaia di ore di gioco di ruolo e ha alle spalle molto studio e riflessione. La vicenda di Fra Tenebra e Abisso, però, è nata come qualcosa di più semplice: volevo scrivere un librogame fantasy che raccontasse una storia più intima del solito; non un’epica lotta tra bene e male, ma neppure una fosca vicenda con protagonista un antieroe, secondo i cliché del cattivismo oggi quasi imperante (e che personalmente trovo stucchevole quanto il buonismo). Ho pensato quindi a una trama imperniata sugli affetti: il protagonista (che ovviamente sei tu!) deve aiutare una persona cara in grave pericolo. Una vicenda del genere si presta a essere giocata potenzialmente da qualunque personaggio, perché secondo me anche nel cuore più torbido il più delle volte c’è posto per almeno una persona speciale.

Com’è diventata una app?

Una sera ero da un caro amico, Andrea Maria Antigone Barbera; mentre si chiacchierava gli ho “confessato” che avevo scritto un librogame e a lui è venuto in mente che forse, dandosi da fare e mobilitando conoscenze comuni, se ne poteva ricavare un’app. Da quel momento ci siamo messi al lavoro e, alla fine, quell’idea buttata lì tra una birra e l’altra è diventata realtà.

Fra Tenebra e Abisso” è prima di tutto un librogame, genere che torna nelle librerie con la ristampa della serie “Fighting Fantasy” (Dimensione Avventura in italiano) da parte della Salani e con la Tombolini e la collana “Dedalo”. Pensi che stiamo tornando a un’età dell’oro dei librogame o si tratta di un piccolo “revival” per pochi iniziati?

Onestamente non so che cosa stia succedendo… Da una parte non credo che il genere tornerà mai ai vecchi fasti: c’è stato un decennio in cui, almeno in Italia, la letteratura interattiva si imponeva come hobby trasversale coinvolgendo tantissimi ragazzi, ma ora l’offerta di intrattenimento e l’utenza sono irrimediabilmente cambiate. Dall’altra penso però che nel mondo di oggi, complici anche le nuove tecnologie, qualsiasi prodotto, se di buona qualità, può trovare abbastanza spazio per prosperare e diffondersi, più di quanto non potesse fare anni fa. La mia cauta ipotesi è che il revival non si esaurirà a breve e che si consoliderà invece in un segmento di mercato discreto, anche se non paragonabile a quello dell’età dell’oro.

Il fantasy italiano rimane ancora marginale: gli amici che ci leggono conosceranno sicuramente Lucia Troisi, ma ci sono molti altri autori “recintati” nel mondo delle antologie di nicchia. In quanto autore, come pensi che il fantasy italiano potrebbe farsi conoscere meglio?

La Troisi è stata a suo tempo attaccata da molti appassionati di fantasy e, soprattutto, da tantissimi aspiranti autori; citandola, hai fatto un esempio che torna utile al ragionamento che vorrei svolgere. A mio modesto avviso (ricordo che non sono uno scrittore, ma un “compilatore di librogame”!), nello scrivere fantasy si dovrebbe riscoprire l’umile e al contempo nobile concetto di intrattenimento, che non significa scrivere scemate, bensì scrivere senza necessariamente puntare a realizzare l’opera perfetta e definitiva, che imponga un nuovo standard mondiale; tutti gli aspiranti autori sentono di essere in qualche modo speciali e talvolta si avviliscono pensando ad autori a loro avviso più banali che hanno maggior successo; io credo però che occorra un cambio di prospettiva. Personalmente, quando scrivo non cerco (più) di provocare ammirazione o di sbalordire, ma piuttosto di divertire e suscitare quelle emozioni, a dire la verità piuttosto semplici e per nulla cervellotiche, che da bambino mi hanno fatto avvicinare al genere; nel mio caso, il senso del meraviglioso e del lontano. Il punto è che, rispetto ai libri fantasy, autori e lettori hanno talvolta aspettative diverse: i primi magari desiderano scrivere opere eccezionali, formalmente impeccabili, originalissime, brillanti, che lascino a bocca aperta gli intenditori; spesso i lettori viaggiano invece su un livello diverso e desiderano semplicemente avere qualcosa di bello da leggere nel loro sudato tempo libero, senza tante storie, magari sotto l’ombrellone, tra un messaggino in chat e una fetta di cocco o un bombolone. Stando così le cose, non è difficile immaginare che molti autori scrivano libri magari bellissimi ma che restano nel recinto di pochi esperti e appassionati, lasciando fuori il grosso del pubblico. E il settore dell’intrattenimento intelligente, potenzialmente vasto, rimane così snobbato e sguarnito, facile preda di opere scadenti e mode insignificanti. Un modo per uscire dal recinto quindi potrebbe essere tornare a scrivere storie buone, sì, ma più semplici, senza cercare l’originalità a tutti i costi, e che parlino al cuore delle tante persone che magari non hanno letto e non leggeranno mai un milione di libri fantasy, ma a cui non spiacerebbe leggerne un paio, tra un messaggino in chat e una fetta di cocco. Che per inciso è esattamente quello che hanno fatto a loro tempo tanti autori di fantasy ora osannati come maestri! Poi è chiaro che al successo di un’opera (e di un genere) concorrono tantissimi fattori, ma questo secondo me potrebbe essere un buon inizio.

Senza spoilerare, a cosa dobbiamo aspettarci per questo nuovo capitolo?

Il secondo capitolo della serie, “Fra Tenebra e Abisso: La Megera”, è assai più lungo e articolato rispetto al primo che, a conti fatti, è stato un esperimento. Questo non significa che sia più difficile da finire (in base ai nostri test infatti non lo è), ma piuttosto che può essere giocato seguendo più strade e muovendosi su più livelli: nella vicenda trovano infatti posto alcune sfide di discreta complessità e sta al giocatore decidere se affrontarle (e riscuotere la ricompensa!) o se tirare dritto lungo la via più immediata.

Dal punto di vista dell’ambientazione, poi, il secondo episodio entra più in profondità nel Rayn, spiegandoci in maggior dettaglio un mondo in cui tanti beni che noi diamo per scontati (quali la libertà) sono conservati tramite una lotta continua e tenace; un mondo pervaso di forze antiche e misteriose, rispetto alle quali l’umanità deve scegliere quasi quotidianamente come rapportarsi. Il nostro è un fantasy cupo, dark, ma non perché abbondi la violenza; nel Rayn i pericoli più temibili sono spesso di natura sfuggente e spirituale.

Cosa diresti ai nostri lettori per convincerli di scaricare questi due capitoli?

Non sono molto bravo in queste cose… In tutta sincerità, penso però che questa saga abbia davvero qualcosa da dire a molte persone: sia gli appassionati di fantasy e di letteratura interattiva sia gli utenti più “casuali” stanno dimostrando di apprezzare la serie, seppure per motivi e da punti di vista diversi. La massa di valutazioni, di feedback e di messaggi che ci arriva è già di per sé un motivo per darci una chance. Spero dunque che vogliate scaricare la serie e dirci che cosa ne pensate, attraverso il playstore, la nostra pagina facebook o la nostra mail.

Ci sarà un terzo capitolo?

Ma certo! Il secondo capitolo è uscito da pochi giorni, ma noi siamo già proiettati verso il terzo. Io ho una serie di idee per la prima stesura e spero di riuscire a metterle su “carta” il più presto possibile. Se vi interessa scoprirle, continuate a seguirci e a supportarci!

Grazie Dario! Se volete conoscere meglio il mondo di “Fra Tenebra e Abisso”, potete visitare il sito seguire la pagina Facebook e se volete scaricare il primo o questo secondo capitolo, andate su Google Play, ma solo se avete Android, car la versione IOS non esiste per il momento.

Non esitate a condividere questo articolo sui vostri social se vi è piaciuto!

Vi ringrazio per avere letto questa intervista, alla prossima!

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