Intervista esclusiva di Halloween!

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Ciao amici!

Oggi, giorno delle zucche scolpite, dei bambini travestiti da diavoletti, ho l’onore di intervistare una persona molto speciale, un vero specialista della paura: il Babau!

Ciao Babau, ti ringrazio per aver scelto “Inchiostronoir” per questa intervista. Allora, è da tempo che non si sente più parlare di te, che fine hai fatto?

Mah, sono anni che rimango a casa a non fare niente. Ho voluto approfittare di Halloween per fare un saluto a quelli che si ricordano di me, magari qualche fan.

Ti vedo un po’ triste, non sarai mica malato, no?

Sai, io lavoro da millenni e il fatto di dover rimanere a casa mi fa un po’ strano, capisco cosa ha sentito il mio vicino quando è andato in pensione: si lamentava sempre. Non vado più in giro a spaventare i bambini e non so più cosa fare adesso.

Ma aspetta, anche i mostri vanno in pensione?

Ehi! “Mostro” lo dici a tua sorella! Sono secoli che nessuno ha visto il mio viso e neanche tu, come cavolo fai a chiamarmi così? Beh, noi… diversamente umanoidi, non andiamo in pensione visto che siamo immortali. Però, può sempre capitare che uno lavori di meno e diventi pure obsoleto perché non interessa più o viene sostituito dalle macchine..

Quindi, hai perso il tuo lavoro?

Eh già. Sai, io sono nato più o meno con la civiltà: le comunità umane iniziavano a inventarsi delle regole da seguire e c’era sempre una tesa di rapa che non voleva fare come tutti gli altri. Quindi, gli uomini più vecchi hanno iniziato a raccontare delle storie per far stare i testoni in riga: “Stai attento, se esci di notte dopo il coprifuoco ti viene a prendere il Babau!” dicevano i vecchi “Seee, come no!” rispondevano i giovani. Poi, come da manuale, i ragazzi uscivano, ma non tornarono mai a casa… li ho catturati io. Questo è stato uno shock per l’intera comunità e il mondo civilizzato iniziò a svilupparsi da lì in poi: segui le regole o sono cavoli. Come ha funzionato, altre comunità umane mi hanno contattato e ho iniziato una bella attività in tutto il mondo: dai un’occhiata su Wikipedia e vedrai che ogni popolo del mondo mi ha conosciuto, con nomi diversi. Se bisognava far stare buono qualcuno, si parlava di me e la calma tornava presto, davvero! Un successone ti dico!

Allora, la paura di disubbidire e di essere punito è un merito tuo?

Sì, forte eh? Ogni legislazione del mondo è un po’ opera mia: quello che facevo per i bambini ha anche ispirato il concetto di diritto, regolamenti o come li vuoi chiamare. Non sai quante milioni di madri hanno detto almeno una volta “Se non fai il bravo, ti prende il Babau!” e neanche un pedagogo al mondo mi ha mai ringraziato, che cavolo! E poi, se ogni bambino che ha pensato che fossi nascosto sotto il letto o nell’armadio mi desse un centesimo, sarei più ricco di Zuckerberg! Ho dato un contributo non da poco allo sviluppo della psicoanalisi, ho creato migliaia di posti di lavoro a causa dei bambini terrificati da un mio ipotetico arrivo: sono cresciuti con la paura e da adulti, hanno bisogno di aiuto! Cavolo, ho dato così tanto all’umanità!

Ma allora, sei un benefattore?

Uè, stai attento alle parole: io esisto per fare paura, portare un po’ d’ordine in questo caos e fare il massimo perché la prossima generazione sia più saggia della precedente, ma non sono uno che si merita il Nobel per la Pace! Come l’avrai già letto in rete, io rapisco i bambini per portarli in un luogo misterioso e spaventoso, così imparano a fare i prepotenti: non so niente o quasi di questo luogo, non mi hanno mai fatto entrare. Ma alcuni bambini ne sono già usciti, sono tornati nelle loro famiglie e non li ho più visti. Immagino che questo postaccio strano funzioni come un riformatorio o una cosa simile. Allora no, io non sono un benefattore, ma quello che porta i maleducati lì dove devono andare, vedimi come uno sbirro.

Adesso capisco meglio, ma allora come e perché non fai più niente? I bambini sono diventati tutti bravi?

Cavolo, no! Il problema è che non ci sono più i genitori di una volta: non si rimproverano più i bambini, hanno diritto a tutto, ottengono quello che vogliono e quando vogliono… hai visto tu di recente un padre o una madre che ha detto “no” al suo figlio? Beh, neanch’io. Quindi, i bambini non hanno regole (o pochissime), sono viziati e il concetto di disciplina per loro è estraneo come lo è il pettine per Bisio, capisci? Che cavolo è questa generazione di genitori? Non m’invocano più, i bambini non hanno più paura di una m*nch*ia, tranne che un hacker controlli i loro profili Facebook o Azzappa.

Forse volevi dire Whatsapp?

Già, quella roba-lì.

Ma se i bambini non hanno più paura, non è forse un bene per l’intera umanità?

Se non c’è la paura, non c’è coscienza del pericolo. Per esempio: te l’immagini una fabbrica senza dispositivi di sicurezza, neanche un estintore? Che cosa succederebbe se nessun ha avuto la minima paura che ci possa essere un incendio? Te lo dico io, sarebbe una strage! Io ero un educatore, facevo capire che le regole sono qui per essere rispettate e che l’uomo è e sarà sempre un essere fragile perché mortale. Ma la gente dimentica tutto ciò e noi, diversamente umanoidi, siamo ormai nel dimenticatoio, io per primo.

Ma insomma, non è vero! Ho visto molti film e puntate si serie TV su di te!

Dovrò pure pagare le bollette, no? Ho un’agente a Hollywood che gestisce la mia immagine e guadagno dei diritti d’autore. Beh, non è un granché, visto che tranne la serie di film “Boogeyman” nessuno s’interessa molto a me da anni… forse “Babadook”, ma non mi è piaciuto. Ma questo non cambia niente: anche se un marmocchio vede uno di questi film (e no so come, visto che i loro genitori li intossicano con “Peppa Pig”), non è che vada a controllare sotto il letto per vedere se ci sono. Tanto, non ci sono mai stato, ho una sciatica tremenda. Gli altri mostri se la passano un po’ meglio: l’Uomo Lupo e Dracula hanno avuto ore di gloria, vale lo stesso per la Mummia, poi Frankenstein… ma io no. Guarda, stasera ci saranno milioni di bambini travestiti dai colleghi superstar, chi si travestirà da Babau? Nessuno. Beh, ci vuole un po’ di creatività, dato che nessuno mi ha mai visto.

Certo. Io per esempio, vedo davanti a me una sagoma umanoide con una testa come fatta di nebbia scura, il corpo vestito da una tuta sportiva grigio chiaro, delle scarpe da ginnastica tedesche degli anni ’90, e un cappellino dell’Inter.

Forza Inter! Stiate facendo una bella stagione!

Quindi, non te la passi tanto bene. C’è un messaggio che vuoi dare ai nostri lettori?

Sì, è per questo che ti ho contattato per l’intervista. Cari lettori, vi chiedo per favore di non mai fare perdere la dimensione magica dell’esistenza ai vostri pargoletti: certo un Babau o un Lupo Cattivo non sono glamour quanto una Regina del Ghiaccio o una influencer, ma l’infanzia è il tempo nel quale l’essere umano impara, anche le cose non tanto belle quanto la paura, ma sono necessarie per crescere. La magia nelle favole o negli stessi i cartoni animati rappresenta gli alea dell’esistenza: deprivarli di questo sarebbe un gran peccato. Quando si cresce, si dimenticano i Babau, ma la coscienza della propria fragilità rimane, ed è questo che permette all’umanità di andare vanti. Grazie mille.

Grazie a te, Babau.

Quindi, avete sentito? Non dimenticate di parlare ancora del Babau, altrimenti sarà molto triste e continuerà a passare le sue giornate davanti alla televisione aspettando la prossima partita dell’Inter.

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DISCLAIMER: No, non ho veramente intervistato il Babau, e non so per quale squadra tifi. Le opinioni del Babau sono basate su quelle espresse in un romanzo di Terry Ptratchett nel quale dice di volere bene all’umanità e di guidarla manipolando le sue paure e sottolineando la sua fragilità. Tutto ciò è uno scherzetto di Halloween… perché non ho avuto il dolcetto.

Jpeg

“Trick or treat?”

Della mia collezione, sì l’ho dipinto io.

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