Recensione: I Banchetti dei Vedovi Neri

Ciao amici!

Oggi, vi regalo una nuova recensione: sarà diversa dalle altre, perché parlo di un’opera di un autore scomparso: Isaac Asimov. Questo è conosciuto per il grande contributo dato alla fantascienza con la definizione moderna degli automi (dico moderna, perché i robot esistevano già nella mitologia greca) e delle famose legge della robotica, ma non tutti sanno che uno dei padri fondatori della fantascienza abbia scritto racconti gialli.

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Photo by Wendy van Zyl on Pexels.com

Chi sono i “Vedovi Neri”?

I “Vedovi Neri” sono uomini che appartengono a un club molto privato: sono sei membri: Geoffrey Avalon, Emmanuel Rubin, Mario Gonzalo, James Drake, Thomas Trumbull, Roger Halsted e Henry, il brillante cameriere. Essi si radunano ogni tot per una cena particolare nella quale uno dei “Vedovi” funge da anfitrione e uno dei membri del club deve portare con sé un ospite, che subirà un’interrogatorio alla fine della cena, dopo il tradizionale brandy, nel quale dovrà giustificare la sua esistenza.

L’ospite sarà sotto torchio (ma gentilmente) e finirà sempre per parlare di un suo problema, o di un episodio strano della sua vita o addirittura si confesserà perché ha un peso sulla coscienza. I Vedovi Neri faranno di tutto per aiutare l’ospite facendolo parlare, interessandosi al mistero e proveranno di risolverlo.

I romanzi dei Vedovi Neri sono raccolte di racconti pubblicati nella versione originale dell’Ellery Queen Mystery Magazine tra il 1971 e il 1990 (tranne l’ultimo “Il ritorno dei Vedovi Neri” nel 2003, postumo).

I Banchetti dei Vedovi Neri

Quarto volume della serie, pubblicato dalla Mondadori nel 1986, questo libro è una raccolta di 12 storie nelle quali il club dei Vedovi Neri è confrontato a casi sorprendenti, misteriosi o addirittura, strani. La struttura è sempre la stessa, ma questo fa parte del concetto della serie: i racconti non erano scritti per essere pubblicati in un libro, ma in una rivista mensile. Ogni racconto è indipendente e il lettore vedrà le dinamiche del club svelarsi poco a poco e sentirsi a disagio quando l’ospite di turno si verrà costretto a parlare dei problemi suoi o delle piccole “idiozie” che lo tormentano e che nascondono un disagio molto più profondo.

Mi è piaciuto tanto questo concetto di storie “one-shot” che si somigliano nella struttura, ma che dimostrano la grande creatività del loro autore. Leggere un libro così è come avere dodici piccoli gialli tra le mani e la soluzione è sempre davanti ai nostri occhi, ma non la vediamo mai, come capita nella vita reale. I “Vedovi Neri” sono l’incrocio tra il classico investigatore privato e il terapista che ci mette di fronte alle nostre difficoltà per poterle superare, ma anche i membri di questo club sono umani e le loro pecche e battibecchi danno un certo rilievo alle storie, senza contare sul sorprendente cameriere che ne sa una più del diavolo. Inoltre, i casi si risolvono il tempo di un dopocena, come si faceva al tempo delle tragedie greche: tutto doveva svolgersi in un arco di tempo molto ridotto, ed è questo uno dei punti forti di questi racconti.

Non posso raccontarvi le trame delle storie, sarebbe un’imperdonabile spoiler, però sappiate che non si tratta mai di omicidi: le storie misteriose e i piccoli segreti sono altrettanto interessanti. Vi posso garantire che se volete leggere un libro dove il mistero fa da padrone e di cui i personaggi sono tutti molto interessanti, vi invito a scoprire i libri della serie dei “Vedovi Neri”!

I banchetti dei Vedovi Neri

vdvnr

Autore: Isaac Asimov

Editore: Mondadori

Collana: Narrativa

Genere: Mystery, Giallo

Chicche:

Ogni storia è seguita della postilla dell’autore che ne racconta la genesi.

I Vedovi Neri sono ispirati ai membri del club letterario degli “Trap Door Spiders”: L. Spargue de Camp (Geoffrey Avalon), Lester del Rey (Emmanuel Rubin), Dr. John de Clark (James Drake), Gilbert Cant (Thomas Trumbull), Lin Carter (Mario Gonzalo) Don Bensen (Roger Halsted), ma penso che lo stesso Asimov s’immedesimi nel geniale cameriere Henry Jackson, benché sia ispirato al Jeeves di P.G Wodehouse.

Il mio verdetto:

3 su 5- Bello

 

 

2 pensieri riguardo “Recensione: I Banchetti dei Vedovi Neri

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