“Fra Tenebra e Abisso: La Megera”, viaggio nel cuore della Tenebra

Ciao amici!

Vi ricorderete sicuramente dell’annuncio del rilascio del seguito di “Fra Tenebra e Abisso: il Marchio” che ho fatto qualche mese fa. Adesso, sono fiero di potervi dare la mia recensione del secondo capitolo della saga dark fantasy 100% italiana che spopola tra gli appassionati del genere!

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Ma di cosa si tratta?

“Fra Tenebra e Abisso” è una saga dark-fantasy iniziata nel 2017 e disponibile su App Store e Google Play per tutti i device Android. Praticamente, si tratta di un romanzo interattivo nel quale il lettore-giocatore costruisce il suo personaggio e ne può decidere il destino come in un classico librogame.

Che cos’è successo prima?

Nel primo capitolo “Il Marchio“, il Protagonista (orfano fin da piccolo) è incaricato dal suo padre adottivo, Namer, di lasciare la sua città natale, Neltau, per andare in un’altra città, Sorgand, nella quale Noder, il fratello adottivo nonché miglior amico del nostro eroe, sta facendo un apprendistato presso un potente Iatromante (mago tra il guaritore e l’esorcista) ma non ce ne sono più notizie da settimane e il mago, Molwarum Istwe, risponde ai messaggi in modo molto vago. Quindi, inizia per il protagonista un viaggio verso l’ignoto perché il viaggio sarà lungo e pericoloso, fino a scoprire orribili verità.

Dove ne siamo rimasti?

Il protagonista è ancora a Sorgand, dove cerca di riprendersi da una terribile notte di rivelazioni e decide di risolvere il problema di suo fratello prendendo il toro per le corna andando nel lontano Nord, nella temibile e inesplorata palude di Nohr-Druatt per trovare delle risposte presso la non meno temibile e misteriosa Megera, una creatura malvagia, antica ma che forse possiede la chiave per liberare il povero Noder…

“La Megera”: un seguito logico

Con questo secondo capitolo, il protagonista fa un passo importantissimo nella sua missione: una volta appresa l’orrenda verità, deve fare un vero salto nel buio e andare oltre i limiti della civiltà per raggiungere il suo scopo. Ma non si tratta di un semplice sequel “da videogiochi”: è una progressione, una nuova tappa di un viaggio verso l’ignoto, in cui l’autore insiste molto sugli aspetti pratici e psicologici, spesso trascurati nelle opere fantasy (letterarie o interattive). Per esempio, visto che deve partire di nuovo, il protagonista dovrà riuscire a trovare un lavoro per finanziare il suo viaggio: si ha una scelta abbastanza grande, secondo le abilità del personaggio e ogni lavoro porta frutti diversi (se giocate bene, potete anche ottenere oggetti molto utili!). Ci sono pochi librogame o opere fantasy che includono questo lato della vita, e l’autore ha fatto bene: il protagonista della saga “FTEA” non è un personaggio di “Diablo” o un avventuriero di “Dungeons and Dragons” che si guadagnano da vivere esplorando tombe maledette e trovando abbastanza monete d’oro e tesori vari da potersi comprare un palazzo intero! Perché il concetto della saga è d’immedesimarsi in un ragazzo/a normale la cui vita viene travolta da eventi incontrollabili e che dovrà riuscire a rimanere padrone/a del suo destino. Il semplice fatto di doversi guadagnare la pagnotta è un tocco di realismo molto gradito che permette di andare avanti nell’avventura. Inoltre, il viaggio verso la Palude è difficile dal punto di vista fisico e morale per il protagonista: dovrà attraversare una serie di prove difficili che sono una metafora dell’esistenza. Perché l’essenza della saga è questa : si parte di casa, si scopre il mondo estero (ma anche interiore) e si va sempre avanti, lasciando la sicurezza della casa e delle sue certezze (spesso false) per entrare nel mondo che ha altre regole, dure e a volte spietate. Quando si visitano nuove città o terre poco conosciute, il protagonista è da solo/a con se stesso/a e deve fare le scelte giuste per crescere, fino a che non entra nelle Palude sconosciute, che sono il simbolo stesso della vita adulta, almeno secondo me.

Inoltre, il continente di Ortan diventa più presente: si scopre un po’ di più della sua storia, s’incontrano personaggi che testimoniano delle sue varie realtà e tutto quello che era presentato nella prima parte prende spessore e l’ambientazione diventa quasi palpabile: il protagonista non è una “macchina per fare punti di esperienza e collezionare oggetti sempre più potenti”, ma un vero viaggiatore che scopre il mondo in compagnia del lettore-giocatore. Ci sono nuove città, nuovi incontri, nuovi pericoli, ma il potenziale del mondo del Rayn si scopre ancora di più.

In termini di gioco?

Come ogni Librogame che si rispetti, non tutto sta nella narrazione e nella parte letteraria dell’opera. Le meccaniche di gioco sono le stesse del “Marchio”: protagonista maschile o femminile, Attributi da distribuire a piacere del giocatore (personaggio più portato sul combattimento? Sulle interazioni sociali? Sull’intelligenza?), l’equipaggiamento e le armi non sono cambiate, anche se adesso si può utilizzare uno scudo, il tascapane e il borsello sono rimasti invariati. La vera novità è l’introduzione di nuove Specialità. Poi, viene introdotta anche l’influenza delle tre potenze antiche che caratterizzano la saga: secondo le sue azioni, il personaggio riceverà uno o più punti di Luce, Tenebra o Abisso che influenzeranno il corso della storia. Questo mi fa molto pensare ai famosi Lati della Forza nell’universo di Star Wars e il loro impatto sul gioco è molto interessante. Per quanto riguarda la longevità dell’avventura, il giocatore può essere felice perché con 749 paragrafi e varie scelte disponibili, ci vorrà tempo prima di finire questo capitolo! Ci sono enigmi che danno pepe all’avventura, la presenza di paragrafi nascosti aumenta il piacere del gioco, gli incontri non si risolvono sempre con un combattimento e sono proposte opzioni molto belle. Come nel primo capitolo, non c’è il famoso True Path (ossia un’unica successione di paragrafi per arrivare alla fine) e le scelte per risolvere questo o quel problema sono tutte ottime. Da notare anche la possibilità di una nuova esperienza di gioco con la versione Premium: per meno di 2€, si sbloccano nuove Specialità e i paragrafi e le opzioni ludiche legati ad esse. Ma state tranquilli, non dovete pagare niente per riuscire a finire il gioco!

Il mio verdetto:

Mi sono appassionato all’ambientazione del primo “Fra Tenebra e Abisso”: un dark fantasy originale che ha saputo fare tesoro di quarant’anni di “cultura nerd” ed evitare le trappole nelle quali sono cadute molte opere amatoriali e professionali di questi ultimi decenni. Lo ripeto, il protagonista di questa saga è un/a ragazzo/a normale che deve andare avanti per liberare suo fratello, ma che deve anche fare le scelte giuste per crescere. Questo lato è spesso dimenticato dagli autori, soprattutto fantasy. Con questo secondo episodio, andiamo più lontano e superiamo i limiti degli esploratori di Ortnan e ci spingiamo anche oltre ogni limite conosciuto dal/la giovane protagonista che si sta scoprendo come persona adulta. Naturalmente, le potenze luminose, tenebrose e abissali sono qui a guardarci per salvarci o farci cadere, ci sono strani incontri che mi hanno rammentato “Spawn” di Todd Mc Farlane (con il Cielo e l’Inferno che interagiscono con gli esseri umani, manipolandoli) e questi elementi combinati danno alla saga una marcia in più, una carica raramente vista. Quindi, il mio giudizio è molto positivo e vi invito a (ri)scoprire la saga evento che ha convinto migliaia di giocatori nel mondo (almeno in Italia e nei paesi francofoni)!

Alla prossima e possa la Luce guidare i vostri passi…

Per saperne di più, leggete l’intervista dell’autore e visitate la pagina Facebook di “Fra Tenebra e Abisso”!

8 pensieri riguardo ““Fra Tenebra e Abisso: La Megera”, viaggio nel cuore della Tenebra

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