Recensione di “Prove per un requiem” di Davide Bottiglieri

Ciao amici!

Quando navigo in rete, visitando vari siti o profili social di altri autori, ne vedo pochi delle stesse casa editrici che leggono le opere dei “compagni di scuderia”; personalmente l’ho già fatto in passato e intendo continuare. È per questa ragione che oggi farò la recensione del romanzo “Prove per un requiem” di Davide Bottiglieri, pubblicato da “Les Flâneurs”. Questo romanzo è il seguito di “Omicidi in si minore” di cui vi avevo già parlato qualche mese fa.

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Riassunto della puntata precedente

1779: la città di Cluj è il teatro di orribili morti perpetrate dalla stessa mano che hanno sconvolto Lludevit Alecsandri, ispettore del Plotone e astro nascente della polizia. Dopo una caccia spietata, nella quale l’ispettore subisce terribili ferite fisiche e psicologiche, l’assassino viene identificato quando aveva già lasciato la città per andare a Vienna, capitale dell’Impero. Alecsandri, accompagnato dal famoso medico Mesmer che cerca di ritrovare il suo antico smalto, insegue l’omicida fino ad uno scontro nel quale Lludevit perde i sensi dopo essere stato picchiato alla testa.

Vienna: una “Sin City” austro-ungarica

L’ispettore Alecsandri dovrà di nuovo confrontarsi con il serial-killer di Cluj, un uomo scaltro dalla cultura enciclopedica e dal sadismo diabolico che ricomincerà a uccidere secondo un ordine preciso, lasciando messaggi codificati per Lluedevit, che dovrà interpretarli correttamente prima che l’assassino colpisca di nuovo, come in un terribile conto alla rovescia. Il poliziotto dovrà inserirsi nel tessuto sociale del peggiore strato di Vienna, perché anche se la capitale dell’impero austro-ungarico è spesso sinonimo di lusso, di fasto, di valzer e di cultura, ne esiste un’altra parte: quella dei bassifondi, dei briganti, dei trafficanti, dei personaggi ambigui e misteriosi che il protagonista dovrà affrontare per ottenere le preziose informazioni e incontrare le persone giuste per svolgere la sua difficile indagine. L’autore ha saputo rompere il cliché della Vienna “bene” per presentarci un lato oscuro della stessa, che non è tanto differente dal villaggio dei Dannati nei pressi di Cluj o di quest’ultima città stessa, della quale Alecsandri pensa che sia un po’ d’inferno sulla Terra. Molti personaggi fuori dagli schemi e molto diversi fra loro intervengono in questa storia, ma tutti hanno un punto in comune: essere delle pedine di un gioco mortale. Perché in “Prove per un Requiem”, Lluedevit Alecsandri non è più il classico poliziotto, ma un uomo stremato che deve fermare la sua nemesi prima che possa colpire di nuovo e deve farlo in clandestinità. Tutto ciò è quello che fa di questo romanzo una storia rara: gli schemi classici sono rimasti a Cluj, nell’ultimo libro; la caccia al colpevole si fa in un modo diverso, non convenzionale e dove il pericolo è sempre in agguato.

Alecsandri e l’Assassino: il maestro e l’allievo

In tutta la letteratura, dai romanzi epici fino alle odierne graphic novel di supereroi, il Protagonista e l’ Antagonista hanno sempre un legame molto intimo: possono essere uno il riflesso dell’altro, padre e figlio o fratelli nemici. La relazione tra l’Assassino e Lludevit si avvicina a quella del mentore e del suo allievo: con i suoi misfatti, il colpevole ha aperto una breccia del mondo interno dell’ispettore e lo ha costretto a seguire sentieri finora sconosciuti o addirittura tabù per lui. L’ispettore Alecsandri fa un viaggio interiore per scoprire molte cose di sé, rimosse o tenute sotto controllo e l’Assassino gli fa da Virgilio nella traversata del suo inferno personale. Questo tipo di rapporto è abbastanza raro: non mi ricordo di molti villain che manipolino così il loro antagonista, invece di preferire di ucciderlo. Lludevit dovrà superare molte prove per non cadere del tutto nelle trappole esistenziali del suo sadico maestro e diventare una persona diversa, più consapevole di sé. La lotta interna è uno dei punti più importanti di questo romanzo e completa il processo già iniziato nel primo volume.

Conclusione

Prove per un requiem” fa parte di questi sequel logici, quelli che piacciono a me: gli elementi del primo libro sono ripresi e tutto evolve per arrivare alla loro maturazione finale. Le novità non schiacciano quello che esisteva già e il risultato è molto equilibrato. I personaggi sono tutti molto dettagliati e interessanti, la trama è scorrevole e non ci si annoia nemmeno un secondo. Se volete leggere un thriller con delle componenti psicologiche importanti, dei colpi di scena e delle sequenze d’azione che non stonerebbero in una graphic novel di Miller o Moore, questo romanzo è per voi!

Verdetto:

3 su 5- Bello

Scheda Tecnica:

Titolo: Prove per un requiem

Autore: Davide Bottiglieri

Editore: Les Flâneurs

Collana : Maigret

Genere: Thriller, noir

Pagine: 256

ISBN: 978-88-94990-48-5

Non esitate a visitare il sito dell’autore!

7 pensieri riguardo “Recensione di “Prove per un requiem” di Davide Bottiglieri

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