Intervista doppia : il presente e il futuro della letteratura interattiva

Ciao amici!

Oggi, parliamo della rinascita dei librogame: come l’avreste sicuramente letto nei articoli precedenti, i famosi libri-gioco tornano in auge e l’Italia può vantarsi di avere autori molto bravi e di occupare un posto speciale nel mondo delle letteratura interattiva mondiale. Per conoscere meglio questo revival, ho intervistato due autori: Mauro Longo e Marco Zamanni.

Mauro Longo (qui sotto ML) è uno dei massimi esperti del librogame in Italia: ha scritto varie opere interattive ed è curatore  presso Acheron Books, oltre ad aver scritto (tra altri) il gioco di ruolo Ultima Forsan e il manuale “Scrivi la tua avventura”, un saggio su come creare un libro-gioco: dalle prime righe fino alla promozione una volta il volume pubblicato. Marco Zamanni (MZ) ha scritto “Jekyll e Hyde” ed è uno degli autori del panorama italiano e vi posso dire che le sue opere valgono veramente la pena di essere lette!

Quindi, parleremmo di librogame (spesso abbreviato in LG): del loro presente e del loro futuro.

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1- Il librogame è tornato, ma oltre al classico libro di cui sei l’eroe, ci sono altre forme come le app, i libri basati sulle escape-room e i romanzi a bivi. Tutto ciò rimarrà un mercato di nicchia o esiste la possibilità di fare una breccia nel mondo dei “Babbani”?

ML: Hogwarts ha già aperto ai Babbani! Modena Play e il Salone del Libro di Torino hanno dimostrato che il pubblico dei librogame è di nuovo variegato e si sta ampliando sempre più: bambini, ragazzi e donne di tutte le età affiancano ormai il “nerdone”, classico acquirente. La particolarità finora emersa è che i librogame vendono benissimo nei negozi di giochi e poco nelle librerie, ma tanti operatori stanno ormai colmando le differenze.

MZ: La possibilità esiste, ma con le giuste opere. Il mondo dei librogame in senso stretto (cioè il formato classico che conosciamo di libro che è anche un gioco, una sfida da affrontare seguendo certe regole), salvo virtuose eccezioni, è ancora troppo legato al suo passato e alle convenzioni storiche del genere. Troppo spesso leggo gli slogan “il protagonista sei TU!” e “il finale lo scegli TU!” applicati a opere in cui l’apporto del lettore è minimo, in cui i bivi sono aggiunti solo come colore.

Trovo più coraggiosi e interessanti gli esperimenti che fondono narrativa e gioco in nuovi modi, come le escape-room cartacee e le app, ma basterebbe traslare la stessa carica innovativa nel formato classico del librogame per avere lo stesso effetto.

2- In termini di gioco, come deve essere un librogame del XXI° secolo? Deve avere una sola soluzione possibile (il True Path), deve essere a mappa o senza vere regole (oltre a scegliere i paragrafi) né tiri di dado?

ML: C’è spazio secondo me per tanti tipi di prodotti (e giocatori) diversi: romanzi interattivi, storie a bivi, fumetti-game, librogame app con gameplay adatto agli smartphone, contaminazioni con escape room e investigativi, e naturalmente librogame di tutte le risme. Le nuove istanze emerse in questi anni con videogame e boardgame non fanno che ampliare ulteriormente una gamma di prodotti già vasta.

MZ: Deve essere DIVERTENTE e mettere al centro IL LETTORE, non la storia già stabilita dalll’autore. So che può sembrare una banalità ma non lo è affatto. Quanti librogame del passato possono davvero definirsi divertenti, o meglio, “stimolanti”? Quanti davano reale importanza e peso alle tue scelte? Pochissimi. Stimolare un lettore significa saper mantenere alta l’attenzione e il gradimento dall’inizio alla fine, farlo sentire il vero protagonista, dare peso alle sue scelte. Inserire morti improvvise a casaccio, strozzature della storia in ogni dove, far dipendere la vittoria da lanci di dado e cose simili non producono esperienze divertenti per nessuno, salvo i masochisti o i nostalgici degli anni 80, insiemi che spesso coincidono.

Allo stesso modo, un regolamento ultra complesso ma che poi non utilizza in concreto quasi mai alcune delle sue meccaniche è altrettanto privo di senso – nulla vieta invece di creare giochi complessi per un pubblico esperto, ma sempre seguendo i principi delle fruibilità, del divertimento e dell’importanza delle scelte. Ricordiamoci sempre che una scelta che non esplica alcun effetto nel gioco di fatto NON E’ UNA SCELTA. Si tratta di semplici rudimenti di game design, un’arte che si è evoluta non poco negli ultimi decenni e che gli scrittori di librogame odierni non possono e non devono ignorare.

3- Per quanto riguarda la forma, ci sono più richieste di librogame digitali (app, pdf gratis o a pagamento) oppure il cartaceo è ancora richiesto?

ML: Assolutamente il cartaceo, rispetto alle soluzioni pdf, ebook o kindle-book, ma i librogame app hanno un pubblico tutto loro, nutritissimo: vedi i casi scuola di Joe Dever’s Lone Wolf e Fra Tenebra e Abisso, enormi successi digitali.

MZ: Non sono un editore per cui non posso rispondere a questa domanda con cognizione di causa, ma devo dire che il cartaceo mi sembra molto più richiesto del digitale. Credo dipenda dal fatto che oggi il pubblico cerca un contatto “fisico” con gli oggetti maggiore che in passato, come dimostra anche il rinnovato successo dei giochi da tavolo.

4- Nell’età dell’oro dei librogame (anni ’80-’90), il genere del Fantasy “classico” era parecchio gettonato (nelle famose serie di “Lupo Solitario”e “Dimensione Avventura” per esempio). Ma quali sono i generi di questa Età dell’argento?

ML: Il fantasy va sempre per la maggiore, ma – come era successo anche negli anni ’80 – è già partita la rincorsa ai generi meno esplorati: giallo, fantascienza, steampunk, horror e mitologico.

MZ: TUTTI. E qui mi ricollego alla domanda 1. Limitarsi a pochi generi è folle, perché si taglia fuori dal mercato un intero pubblico che non è interessato al fantasy, ma che invece apprezzerebbe opere di genere differente. Non c’è limite a ciò che il pubblico moderno può apprezzare, nel momento in cui il gioco è divertente e ben pensato. A volte penso che il vero motivo per cui il fantasy andava così tanto all’epoca era dovuto alla scarsa qualità della parte gioco dei libri, che faceva preferire uno all’altro in base alla storia, al tema e basta.

5- Avete scritto entrambi opere interattive: Mauro, sei già un autore veterano mentre tu, Marco, sei uno degli astri nascenti del librogame italiano. Cosa vi motiva così tanto nello scrivere librigame?

ML: Sicuramente la passione che avevo da ragazzo: decine di librogame collezionati con cura maniacale, giocati per migliaia di ore, che mi hanno poi portato al gioco di ruolo e all’interesse per il fantastico. Una parte consistente di quello che sono oggi, come persona e come autore, lo devo ai librigioco. È arrivato il momento di vendicarmi! 😀

MZ: Ti ringrazio per l’astro nascente, anche se non mi merito una qualifica simile. Sono solo una persona dal pessimo carattere, ormai arcinoto nell’ambiente. Lo specifico perché è quello il motivo per cui ho iniziato a scrivere librogame: ossia perché… ho sempre avuto enormi difficoltà a trovare opere di mio gradimento nel genere. Al liceo scrissi Dragowolf perché non ero soddisfatto del “true path” presente in “Sortilegio” e volevo riscrivere una storia simile ma di più ampio respiro. Oggi continuo a scrivere perché le opere che vorrei leggere semplicemente non esistono – o meglio, non ancora.

6- Da anni, il sito di referenza italiano sulle opere interattive, Liborgame’s Land (inserire link) propone un concorso amatoriale di scrittura di racconti-game brevi : i “Corti di Librogame’s Land”. Questo ha contributo alla vostra formazione come autori. Pensate che un nuovo scrittore di LG debba partecipare almeno una volta per confrontarsi con la realtà del lettori del settore?

ML: Nel mio caso, l’incoraggiamento è stato decisivo. Vincere la prima edizione in assoluto del concorso e ricevere un premio dalle mani di Joe Dever a Lucca Comics & Games sono due risultati incredibili della mia vita, che hanno contribuito davvero e in misura notevole a spingermi a continuare a seguire questa passione. Il fatto che oggi sia di fatto un professionista del settore lo devo proprio ai primi risultati incoraggianti di quegli anni.

A un aspirante autore io consiglio ASSOLUTAMENTE di passare per i progetti, i concorsi e il forum di LGL. Se qualcuno scrive librigioco oggi in Italia e non conosce Librogame’s Land (anche per denigrarlo, sia chiaro), “lo sta facendo sbagliato”.

MZ: Assolutamente sì. Il Concorso dei Corti non è solo una palestra fondamentale, è l’unico modo che uno scrittore di LG ha oggi per affinare la propria tecnica sul serio, PRIMA di immettersi sul mercato! L’alternativa è imparare sul campo partendo con un primo libro mediocre (nessuno è nato maestro, facciamocene una ragione) per poi migliorare di pubblicazione in pubblicazione… riempiendo intanto il mercato di prodotti “migliorabili”. Purtroppo è proprio ciò che sta accadendo oggi: vedo sempre più autori uscire con un titolo interessante ma grezzo, e poi abbandonare il genere. Con LGL, i LibriNostri e il Concorso dei Corti si può invece arrivare a una prima opera pubblicata con già una discreta gavetta alle spalle.

7- Pensate che questo rinascere dei LG durerà a lungo o rischia di essere “di moda” per 2 o 3 anni per poi tornare ad essere una tendenza “per soli iniziati”?

ML: Credo che sia arrivato il momento che il librogioco torni ad essere percepito come una vera e propria categoria merceologica, con la sua nicchia, i suoi editori, i suoi lettori. A fianco a boardgame, giochi di ruolo, giochi di carte, escape room eccetera, è ormai chiaro che esiste lo “scaffale librogame” da cui attingere. Di fatto, ad oggi, quando vai in un negozio di giochi è così. Le mode vanno e vengono, ma secondo me il librogioco è tornato per rimanere un bel po’!

MZ: Questo dipenderà solo dagli editori italiani e dalla qualità dei libri che verranno pubblicati nei prossimi 2 o 3 anni. La richiesta c’è. Se i libri riusciranno a soddisfare le aspettative, rimarrà e magari diventerà più grande. Se si soffocherà il mercato ingolfandolo di opere mediocri, chi si avvicina oggi al genere si allontanerà così come è accaduto negli anni 90.

8- Le serie pi amate dei LG mi sembrano essere quelle quelle con più volumi o che seguono una continuità (come “Lupo Solitario”). Ma il pubblico odierno sarebbe disposto a seguire una serie lunga con una continuità o preferirebbe una serie con un inizio e una fine con pochi volumi (come “Blood Sword” o “Ninja!”) oppure una serie che utilizza un sistema di gioco per più volumi unici o trilogie (come “Dimensione Avventura”)?

ML:Allo stato attuale, chi pianifichi una serie originale che vada oltre le quattro uscite “e poi vediamo” è un temerario. Però io credo che a breve scopriremo che quell’ “e poi vediamo” in molti casi si sta per trasformare in “ok, facciamone altre quattro”. Anche Lupo Solitario dopotutto è iniziato così…

MZ: Anche qui non essendo un editore ho difficoltà a rispondere alla domanda. La mia sensazione è che oggi si preferiscano i libri autoconclusivi, anche per non avere l’onere di seguire una serie fino alla fine. C’è molta meno “fidelizzazione”, ed è anche giusto così, essendo aumentata a dismisura l’offerta.

9- Come immagini il mondo dei librogame nei prossimi 5 anni? Ci sarà una domanda o gli autori e le case editrici specializzate dovranno cambiare attività?

ML: Attualmente c’è una domanda inaspettata e in seria crescita. Tutti stanno pubblicando o stanno per pubblicare librigioco. Molte case editrici di narrativa e di boardgame stanno creando delle collane apposite. È un ottimo segnale!

MZ: Finché Lupo Solitario continuerà a vendere, trainerà in un modo o nell’altro il settore. Vedremo in che situazione ci troveremo quando uscirà il numero 32, ricollegandomi a quanto detto alla domanda 7.

10- Che cosa direste a un nuovo lettore che non ha mai giocato a un racconto interattivo per invitarlo a scoprire il mondo dei librogame?

ML: Gli suggerirei il perfetto titolo “gateway” tra i cento in circolazione ad oggi e poi lo rimanderei a gruppi e forum per chiacchierarne con altri appassionati e scoprire così come proseguire in questo mondo così entusiasmante! Le possibilità sono sterminate!

MZ: Ti piacerebbe leggere un libro che è anche un gioco? Ti solletica l’idea che esistano libri dove il protagonista sei TU e dove sei TU a scegliere come andrà a finire l’avventura? Bene, se ti ho incuriosito vai su Librogame’s Land, e ti si aprirà un mondo!

Ecco, vi ringrazio tanto ragazzi! Se volete saperne di più, non esitate a visitare il blog di Mauro, ma potete anche seguirlo su Facebook e Youtube. Marco è pubblicato dalla Watson Edizioni .

Grazie per avere letto questa intervista!

A presto!

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