I Protagonisti del giallo: l’ecclesiastico

Ciao amici!

Benvenuti in questa nuova puntata della serie di articoli dedicata ai personaggi ricorrenti nei romanzi e film gialli. Quando dico “personaggi”, non intendo delle persone precise, ma gli archetipi più utilizzati dagli autori e dai registi.

Oggi, vedremmo un personaggio ancora molto popolare nella galassia del giallo: l’ecclesiastico.

beads bible blur book
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L’ecclesiastico è una persona che ha scelto di dedicare la sua vita a Dio ed è incaricato di far “vivere” la sua parrocchia dicendo messa, dedicandosi a diverse attività di beneficienza, di fare delle raccolte per riparare la chiesa del paese e di fungere da guida spirituale. Ma l’ecclesiastico non è necessariamente un sacerdote cattolico romano, ma può anche essere un pastore protestante (con moglie e figli), un frate o una suora che deve ubbidienza alla gerarchia del suo ordine.

Cosa c’entra un ecclesiastico con il giallo?

Quando c’è un delitto in paese, la vittima (o chi scopre il cadavere) chiama la polizia e interverrà il poliziotto. Se uno vuole ritrovare qualcuno (o qualcosa), potrebbe chiamare le forze dell’ordine o rivolgersi all’investigatore privato. Ma allora, come possiamo spiegare la presenza di Padre Brown, Fra Cadfael, Don Matteo e gli altri investigatori in tonaca? La risposta è molto semplice: il sacerdote (e l’ecclesiastico in generale) è una figura importante e autorevole della comunità, conosce tanta gente (e tanti segreti) e la sua posizione può essere scomoda per certe persone, ma anche per lui stesso.

Custode di anime o Iscariota?

L’ecclesiastico ha scelto di dedicare la sua vita a Dio, la sua chiesa e alle buone opere. Ma costui è anche un uomo come tutti gli altri, marchiato dal Peccato Originale e può cedere alla tentazione.L’ecclesiastico nella letteratura gialla rappresenta la nostra coscienza: sappiamo tutti quello che è bene e quello che è sbagliato, ma può capitare che uno scelga la via più sbagliata possibile commettendo un reato per un vantaggio personale o per un’azione a fin di bene (L’Inferno non è lastricato di buone intenzioni?), ma nella galassia del giallo, l’ecclesiastico ha tre ruoli: quello dell’Investigatore o quello del Colpevole, o a volte del Complice.

Se prendiamo l’esempio di Padre Brown o Fra Cadfael, possiamo notare che questi personaggi sono positivi  e avranno sempre la funzione d’investigatore: saranno loro a dare una bella mano al poliziotto, risolvendo il caso per lui, sfruttando le loro capacità di deduzione, le loro conoscenze speciali (Cadfael è un frate erborista, che ha pure fatto le crociate, quindi esperto di rimedi/veleni e avrà una cultura più grande di quella di una persona del suo tempo) e utilizzeranno anche la loro influenza presso la gente per ottenere informazioni, anche se non le cercano. Inoltre, gli insegnamenti della religione condizionano le azioni di questi personaggi: Padre Brown permette anche ai criminali di scappare affinché si convertano e vivano secondo i Comandamenti di Dio.

Ma come lo sappiamo, il Male è dappertutto, anche nel cuore degli ecclesiastici (reali o di finzione): molte volte, sarà il prete (o pastore) ad aver ucciso una persona, truffato la comunità o potrebbe anche essere il complice di un diabolico colpevole o succube di una femme fatale. In questo caso, l’ecclesiastico è simbolo della nostra fragilità, della corruttibilità dell’essere umano, anche se si è dedicato a una causa superiore. Ma quando un ecclesiastico è dalla parte del Colpevole, si ha una sensazione di profondo tradimento morale e spirituale ed è per questa ragione che egli rimane una figura ambigua e anche apprezzata dagli autori (e registi): è lo specchio dell’animo umano.

Il mondo ecclesiastico

Quando si legge un romanzo o si guarda un film giallo con un ecclesiastico come protagonista, si può anche scoprire un nuovo mondo: certo, non si scoprirà un granché con Don Matteo, ma ci sono delle opere o delle serie nelle quali il lettore (o spettatore) è immerso in un nuovo mondo: il microcosmo della Chiesa.

Questo non riguarda molto il sacerdote o il pastore, che vivono tra di noi e che hanno una vita abbastanza simile a quella dei suoi parrocchiani, ma ù i personaggi che appartengono ad un ordine monacale. L’immersione in un piccolo mondo delimitato dal recinto del monastero (o del convento), con pochi personaggi e mille intrighi e segreti è sempre piaciuta al pubblico: “Il Nome della Rosa” ne è un bell’esempio e mostra che anche il Male può venire in un monastero isolato nelle montagne e tormentare una comunità di frati (e il colpevole pensava di agire a fin di bene), ma anche il convento medievale di Fra Cadfael è ricco di segreti e di misteri. Il fatto d’immergersi nel mondo della Chiesa ha sempre avuto il suo fascino perché amiamo quando l’intrigo e le cospirazioni tocca il mondo di quelli che dovrebbero indicarci la Luce: basta vedere il successo dei romanzi di Dan Brown (vabbè, non è strettamente del giallo, però ci avviciniamo) per farsi un’idea.

Ite missa est

Come ogni personaggio dei gialli, l’ecclesiastico è un uomo come gli altri, ma ha scelto la via più difficile per la sua vita e di certo non mancherà di cadere più volte nella sua vita. Può essere un’abile Investigatore o un terribile Colpevole, un’astuto Complice, però la sua dimensione metaforica è ben altra del solito criminale: rappresenta quanto può essere grande l’essere umano e a quale punto può cadere in basso per servire vili interessi. Ed è per questo che è amato dal pubblico: sarà umile come Padre Brown (ma non sprovvisto d’umorismo), simpatico e astuto come Cadfael (che nasconde molti segreti), ma è anche una specie di villain che amiamo odiare perché ha tradito la sua vocazione e i suoi doveri verso Dio e la comunità.

Ecco, per oggi è tutto, vi ringrazio per aver letto questo articolo!

Alla prossima!

Un pensiero riguardo “I Protagonisti del giallo: l’ecclesiastico

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