I Protagonisti del giallo: Scooby-Doo

Ciao amici!

Oggi nella serie “I Protagonisti del giallo“, parlerò di una squadra di apprendisti detective che hanno fatto ridere tre generazioni di telespettatori: Fred, Daphne, Velma, Shaggy e il loro alano Scooby-Doo! Forse alcuni di voi stanno torcendo il naso leggendo questa introduzione: “Ma che [parolaccia a scelta] c’entra Scooby-Doo con il giallo?” Beh, lo scoprirete!

Scooby-Doo by DanloS su DeviantArt

Sfido chiunque sia nato negli anni ’70 in poi a giurarmi che non ha mai visto almeno una puntata di una delle numerose serie di Scooby-Doo oppure che non conosce i personaggi, nemmeno di vista. Questa serie è stata parodiata migliaia di volte nei film, in serie TV e anche in altri cartoni animati e ancora oggi, i bambini (e non solo) guardano le rocambolesche indagini di questo strano gruppo di detective.

Il concetto della serie

Un gruppo di ragazzi, di un’età indeterminata che dovrebbe essere dai 16 anni in su, vagabonda negli Stati Uniti a bordo di un van per andare di città in città per risolvere i misteri più strani.

Il famoso Chevrolet Sportsvan 108, trovato su Wikipedia (utente: Montrose Patriot)

Naturalmente, le città sono sempre dei piccoli paesi sperduti in mezzo al nulla, lontano delle autostrade e a prossimità di un lago, una palude, una foresta, una montagna, un cimitero indiano e chi più ne ha, più ne metta. Le indagini di Scooby-Doo si svolgeranno raramente nel cuore di Manhattan o nella parte la più in di Los Angeles. In questi postacci, ci sarà sempre un “mostro“: può essere un fantasma, un vampiro, un licantropo, una creatura delle paludi o un essere mitologico delle tribù amerindiane locali. Questa strana creatura terrorizza gli abitanti e la polizia mette una taglia sulla sua testa, il che cattura l’attenzione dei nostri eroi.

Ma chi sono questi indagatori dell’incubo degli anni ’60? Dei Mulder e Scully ante litteram, eh magari…

I membri del gruppo

I gruppi di giovani investigatori erano di moda nella letteratura per ragazzi degli anni ’60: basta pensare ai “Famous Five” di Enid Blyton o ai “Friends of the Croix-Rousse” di Paul-Jacques Bouzon. In queste serie di romanzi, dei preadolescenti trovavano sempre il miglior modo possibile per immischiarsi in faccende con dei contrabbandieri o dei falsari. Dopo qualche peripezia, i coraggiosi giustizieri riescono a neutralizzare i malviventi e la polizia viene all’ultimo momento per raccogliere i criminali.

I membri di questi gruppi di coraggiosi combattenti del crimine erano molto stereotipati: c’era il Capo, bravo in tutto, leader nato e indiscusso, il Sapientino, primo della classe, ma afflitto da varie allergie e negato per ogni tipo di attività fisica. Non può mancare il Forzuto (stupido come un sacco di patate), il Cicciottello (bulimico e scemo come due sacchi di patate), il Belloccio (possibile rivale del Capo) e il Buffone, che mette un po’ di allegria. Spesso c’è anche la Ragazza: membro satellitario del gruppo, che fa il lavoro sporco e non riceve mai un briciolo di gloria (tranne dei Famous Five, che è addirittura il Capo quasi transgender ) e finalmente, il Cane: un mini-Rintintin dalle mille qualità.

I ragazzi vagabondi solutori di misteri seguiranno questi schemi che andavano di moda? Vediamo un po’: Fred Jones è un biondo atletico, dotato di un forte carisma e escogita sempre vari piani per catturare i mostri. Velma Dinkley è una nerd che può risolvere qualsiasi tipo di enigma. Daphne Blake non ha talenti particolari, tranne quello di piacere agli uomini. Norville “Shaggy” Rogers è un gran codardo goffo e goloso. Il cane parlante di Shaggy, Scooby-Doo, è ancora peggio del suo padrone. Beh, sì, ci siamo: un Capo, una Belloccia, una Sapientona e due grandi fifoni… gli schemi sono rispettati, ma tre dei personaggi sono sprovvisti di talenti particolari.

I metodi investigativi del gruppo di Scooby-Doo

Quando la “Scooby-gang” decide di catturare il mostro che terrorizza un paesino sperduto nel Midwest, lo schema investigativo è sempre lo stesso: chiedono varie informazioni alle persone più toccate dalle malefatte della creatura (sono sempre in pochi, visto che si tratta di paesi molto piccoli) e ispezionano accuratamente tutte le scene del delitto a caccia di preziosi indizi. Di solito, questi indizi sono trovati a caso da Scooby o Shaggy che stavano cercando qualcosa da mangiare o da Velma, l’unica del gruppo che sappia fare qualcosa di concreto. Poi, Fred elabora una strategia per avere un primo incontro con il mostro, spesso per scoprire dove ha la sua tana: tutti si mettono d’accordo per mettere in pericolo la vita di Shaggy e Scooby (forse per risanare il budget della loro società).

Immancabilmente, il piano funziona a metà: il mostro arriva, le due esche hanno paura e fuggono, inseguiti dal mostro che poi cade nella trappola architettata da Fred, con l’aiuto delle ragazze (benché abbia qualche dubbio sull’utilità concreta di Daphne), ma la creatura riesce a fuggire, lasciando qualche prezioso indizio dietro di sé. Con queste nuove informazioni, la gang può stringere la morsa attorno a meno sospetti e escogitano un piano per stanare definitivamente il colpevole… sempre alle spese di Shaggy e del suo alano. Ne segue una nuova catastrofica e rocambolesca battaglia contro il mostro, con tanto di azioni della pura tradizione dei cartoons (entrare da una porta e uscire da un’altra, contro ogni logica) e, alla fine, il mostro viene catturato e smascherato: il colpevole è spesso uno che aveva ogni interesse far partire la gente del paese per poter ricomprare tutto e costruire un casinò, per esempio.

fonte: sayingimages.com

Un giallo o un horror “soft”?

Ok, abbiamo dei misteri, degli Investigatori, dei Poliziotti fanulloni, un Colpevole con un Movente… tutto sembra andare bene per dire che si tratti di un giallo, ma c’ è anche l’ingrediente “horror-soft” tipico di Scooby-Doo. Dico soft, perché come si tratta di uno show televisivo del 1969, non poteva andare troppo lontano su questa via.

Nella maggior parte degli episodi di Scooby-Doo, i mostri sono sempre delle persone che infrangono la legge con sofisticati travestimenti ed effetti speciali fatti molto bene (fumi, ologrammi, luci di vari tipi…) e non c’è nulla di horror in tutto ciò. Però, abbiamo tutti gli ingredienti: cittadine isolate abitate da persone stravaganti e spesso poco amichevole, uno o più pazzi convinti dell’esistenza di un vero mostro, maledizioni antiche… l’atmosfera è quella di una classica storia horror con elementi presi in prestito dal genere fumettistico pulp (soprattutto per il design e il tipo di mostri) degli anni ’40.

Però, come si tratta di mostri finti e che non c’è nemmeno un morto o un omicidio, la serie non è horror. Ma ci sono delle serie all’interno del franchising che hanno uno strano sapore fantastico e che includono veri elementi sovrannaturali: streghe, demoni, fantasmi, alieni e minacce di ogni tipo pesano sulla testa dello Scooby-Gang. Se volete (ri)scoprire questa parentesi del franchising, vi consiglio le serie “I 13 fantasmi di Scooby-Doo” e il più recente “Scooby-Doo Mistery Incorporated“. Gli elementi comici non mancano, ma il tono è molto diverso.

I guest e l’integrazione nell’universo DC Comics

Con 13 serie televisive, una trentina di film in DVD, 5 film a cartoni animati per la TV, 2 film d’animazione con i LEGO, 2 film con dei pupazzi, 2 film in live-action per il cinema, 2 altri film in live-action per la TV e un film d’animazione per il cinema, Scooby-Doo è il franchising più sfruttato del mondo! Come per “The Simpsons“, il suo “rivale” di longevità, non potevano mancare dei personaggi famosi nelle inchieste dell’alano: così, possiamo incontrare Joe Cena e The Undertaker in due film ambientati nel colorato mondo del wrestling, ma anche i KISS! Da notare la partecipazione di Vincent Price himself nella serie “I 13 fantasmi di Scooby-Doo“.

Ma non è tutto: la Scooby Gang incontra anche i protagonisti della serie “Supernatural“, ma il più delle volte, i simpatici investigatori hanno fatto dei dinamici team-up durante i loro viaggi a Gotham City! Eh sì, hanno aiutato Batman (e qualche altro eroe DC come Aquaman e The Question) a risolvere qualche caso ed è anche capitato loro di incrociare i Teen Titans (in “Teen Titans go!“). Questi strani team-up vengono sicuramente del fatto che i diritti di Scooby-Doo appartengono alla Warner Bros, che già ha tutti i diritti della DC Comics, quindi chissà se un giorno si potrà incontrare la Scooby Gang in un fumetto dell JLA? Non credo: queste puntate mostrano sempre un Batman adatto ad un pubblico giovane ed i poveri ragazzi investigatori non potrebbero sopravvivere due secondi se incontrassero il “vero” Joker. E poi, Warner-DC non è Marvel-Disney, quindi nessuna paura.

Conclusione

Scooby-Doo è un franchising comico-investigativo che ha la sua propria timeline (guardate questo video in inglese per saperne di più) e, nonostante ingredienti e schemi semplici, funziona: non sarà per la complessità delle indagini, ma forse grazie all’universalità del tema del mistero e a dei personaggi sempre più approfonditi e complessi. Quindi sì, Fred, Daphne, Velma, Shaggy e Scooby sono dei veri Protagonisti del giallo!

Grazie per avere letto questo articolo, alla prossima! Scooby-Dooooooooooooo!

4 pensieri riguardo “I Protagonisti del giallo: Scooby-Doo

  1. Un articolo veramente complesso che non parla solo della serie originale ma anche dei generi che aveva. In ogni caso Scooby-Doo è proprio un giallo, una bella parodia del giallo, con i suoi stilemi e i suoi schemi. In parte ha qualche elmetti horror legato per lo più ai “mostri” presenti, anche se in realtà erano sempre persone in costume (ma di tanto in tanto c’era una parentesi sovrannaturale, anche se molto piccola e casuale). Di Scooby-Doo penso di aver visto ogni cosa, perfino quando erano piccoli o quando il gruppo era formato da Shaggy, Scooby, Daphne e quel ragazzino di cui non ricordo il nome.

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