Scopriamo i supereroi francesi!

Ciao amici!

In questo giorno solenne del 14 Luglio, celebriamo l’anniversario della morte di “Lady” Oscar-François de Jarjayes e del suo fidanzato-servo dalla nascita André. Ma vorrei parlare di supereroi francesi: sì esistono! Almeno nelle pagine dei romanzi… scopriamo qualcuno dei più famosi superuomini (e superdonne, que Diable !) nati nella mente di autori transalpini.

Photo by Polina Kovaleva on Pexels.com

Il tema di un personaggio che riceve dei poteri dopo un’incidente e che ne fa uso per aiutare la società non è nato nelle strisce dei fumetti degli anni ’20: i superpersonaggi sono già conosciuti dal pubblico francofono già dai primi anni del secolo scorso. Certo, non si potrebbe parlare si saghe simili a quelle di Marvel o DC, ma qualcosa c’era anche se il mercato non era quello odierno. Vi presenterò oggi qualche supereroe francese nato della penna di un autore francofono.

L’Oiselle

Fonte: Wikipedia

Siamo nel lontano 1909 e le pagine del giornale “La mode du petit journal” pubblica la prima puntata del feuilleton “L’Oiselle” (neologismo che indica la femmina di un uccello, si pronuncia [wazel] ) scritto da René d’Anjou, pseudonimo di Renée Gouraud D’Ablancourt. Secondo le mie fonti, l’Oiselle è il primo personaggio combattente del crimine che non è membro delle Forze dell’Ordine, utilizza un macchinario futuristico e che ha un superpotere…. quindi il primo supereroe è una donna, le cui avventure sono scritte da un’autrice! Come lo dice Ava Max, possiamo stappare lo champagne e fare un brindisi!

Tutto iniziò tra la fine del XIX secolo e l’alba del secolo scorso quando uno strano spettacolo andava forte nei cabarets parigine: le aerogini, ossia le “Donne Volanti”: erano ballerine sospese in aria con dei cavi e facevano delle evoluzioni acrobatiche. Il regista Gérard Melliès (ricordate “Hugo Cabret“?) ha fatto un film intitolato “La femme volante” nel quale mostra una di queste artiste.

La serie de “L’Oiselle” è composta da sette romanzi pubblicati tra il 1901 e il 1909. Il vero nome dell’eroina è Vega de Ortega ed è stata cresciuta da un’organizzazione segreta chiamata “I Compagni della Stella Nera” di matrice anarchica che vuola creare un mondo utopico nel quale le frontiere non esistono più. Nella sua gioventù, Vega ha subito un duro allenamento per non più provare nessun tipo di paura, il che le permette di utilizzare perfettamente una tuta dotata di ali meccaniche che le permette di volare. Inoltre, L’Oiselle può utilizzare delle pozioni sperimentali realizzate da uno scienziato egiziano con un potere telepatico per accrescere le sue già eccellenti capacità naturali. Vega è un personaggio positivo, vocato al bene e che può aiutare un uomo in difficoltà… il che fece tanto scalpore, soprattutto negli ambienti cattolici. La serie è conosciuta anche come “Véga la magicienne” (Vega la maga) in una pubblicazione ulteriore.

L’organizzazione de “I Compagni della Stella Nera” sono un po’ la “Tana Tigri“: hanno il loro obiettivo utopico, ma non esitano di infrangere le leggi per raggiungere i loro scopi. Il più grande rivale di questa organizzazione è “Gli Amici della Felicità“, che sembra sostenere idee radicalmente opposte a quelle della Stella Nera. Ma, nei romanzi di L’Oiselle, questa opposizione non sembra essere molto presente perché questa opposizione è il fulcro di un’altra serie scritta da René d’Anjou che si svolge in un paese immaginario. Le avventure della supereroina sono uno spin-off di questo ciclo di romanzi.

Il primo supereroe è una donna di 18 anni: un po’ Batman grazie alla sua tuta volante, un po’ Black Widow per l’aspetto girl power, il suo strano passato e il tutto in un’ambientazione che oggi possiamo qualificare di steampunk con dei complotti di potenti organizzazioni segreti come sfondo… ma che diavolo aspetta Netflix per farne una serie?

Le Nyctalope

Fonte: Wikipedia

Questo personaggio è importantissimo per il panorama supereroistico francese, ma è anche molto imbarazzante. Il Nyctalope è stato creato dall’autore Jean de la Hire nel 1911 ed è protagonista di in una serie di diciannove romanzi pubblicati fino al 1955. Praticamente, il Nyctalope compare per la prima volta in un feuilleton pubblicato nelle pagine del giornale ultraconservatore (e poi collaborazionista durante l’Occupazione) “Le Matin“.

Léo Saint-Clair, detto “le Nyctalope” (il nictalope) è un intrepido esploratore che ha viaggiato nel mondo intero alla ricerca di antiche civiltà e luoghi misteriosi. Di seguito ad un incidente, ha ricevuto un cuore artificiale che gli ha “sbloccato” vari poteri come una superforza, dei sensi molto sviluppati, una grande agilità, naturalmente la capacità di vedere al buio o altre cose ancora. In tutta la serie, Léo deve combattere vari criminali pazzi tipici dei fumetti e romanzi pulp: anarchici fanatici, pericolose spie naziste, femmes fatales micidiali, politici megalomani, organizzazioni criminali e altre minacce varie. L’ambientazione è spesso esotica e a volte addirittura spaziale con una colonia su Marte! Ahimè, la serie invecchia male e il personaggio finisce per allearsi con il Governo di Vichy nel 1940, vivendo la sconfitta francese come un vero trauma.

Lo style è chiaramente pulp: i personaggi corrispondono ad archetipi che sono poi diventati dei clichés del genere “spy story” o di supereroi, inoltre c’è tanto spazio per gli elementi fantascientifici con tantissimi congegni strani (raggi X, orologio da polso per viaggiare nel tempo…) che sono all’opposto della scienza “reale” di Jules Verne. L’esoterismo è anche molto presente: una terna di potenti criminali hanno dei nomi ispirati ai demoni e varie avventure sono basate sulle profezie di Nostradamus, inoltre Jean de la Hire era seguace di varie società occulte.

Quindi, nonostante sia uno dei prototipi degli odierni supereroi, Léo Saint-Clair è anche un personaggio del suo tempo e le sue posizioni “pro-europee” potrebbero essere fraintese dal pubblico odierno. Inoltre, le convinzioni filo-naziste del suo autore sono una vergogna, ma l’essenza del personaggio è interessante e Alan Moore l’ha anche incluso nella sua “Lega degli gentiluomini Straordinari“.

Judex

L’attore René Cresté che interpretava “Judex” nel 1916. Fonte: Wikipedia

Questo personaggio, nato nel 1916, ha un’origine editoriale poco comune: il regista Louis Feuillade (già conosciuto per “Fantomas” e “I Vampiri“) l’inventò per un suo film e l’autore Arthur Bernède ne scrisse una serie a puntate (un feuilleton) pubblicato nelle pagine del giornale “Le Petit Parisien” nel 1917. La critica aveva severamente colpito Feuillade per le sue precedenti produzioni che valorizzavano i comportamenti criminali e quindi, il regista voleva cambiare rotta facendo un film con un giustiziere.

Judex (dal suo vero nome Jacques de Trémuse ) è un uomo vestito di nero, senza maschera, che combatte i piani del ricco e corrotto banchiere Favraux (si pronuncia “Favro“): infatti, il combattente del crimine deve compiere una sua personale vendetta contro il banchiere che ha buttato la sua famiglia sul lastrico. Judex dispone di un rifugio segreto nei sotterranei di un castello in rovine nel quale ci sono dei macchinari ultramoderni per aiutarlo nella sua missione. Il tono del film del 1916 e del feuilleton è molto ispirato alla dinamica della vendetta di Edmond Dantès ne “Il Conte di Monte Cristo“. Come se combattere un ricco nemico non bastasse, Judex dovrà vedersela anche con l’avventuriera Diana Monti, una femme fatale che vuole truffare Favraux, interpretata dall’attrice Jeanne Roques (aka Musidora), vera Black Cat di Marvel ante litteram.

Musidora. Fonte: Wikipedia

Judex ebbe un grande successo popolare e, nel 1918, ci fu un altro film intitolato “La nuova missione di Judex”. Poi, nel 1934, il regista Maurice Champreux (il genere di Feuillade) ha fatto un remake del primo film intitolato “Judex 34“… già all’epoca si facevano delle rivisitazioni di vecchi film! Ma il personaggio scompare per un tempo, nonostante che abbia ispirato il personaggio dello “Shadow” e, indirettamente, anche “Batman” (per saperne di più, leggete questo mio articolo sulle origini dei supereroi). Judex tornò la cinema nel 1963 con la produzione franco-italiana (che erano numerosa all’epoca) intitolata “L’uomo in nero” di Georges Franju, ma il risultato è molto lontano dall’originale e la critica non l’ha apprezzato.

The Shadow, eroe ispirato da Judex. Fonte: Wikipedia

Nel 2012, lo sceneggiatore di fumetti Matt Fraction inventò un gruppo di supereroi chiamato i “Difensori” per un’universo alternativo della Marvel: erano una specie di Lega degli gentiluomini Straordinari guidati dal capitano Nemo e ci ritroviamo Judex e una cattiva chiamata “Musidora”! Il loro rapporto somiglia a quello di Batman e Catwoman.

Fantômette

Fonte: Apolinaristathis.blogspot.com

Ogni bambino/a nato tra gli anni’60 e gli anni’90 ha letto un romanzo della serie di “Fantômette“. Questo personaggio è nato dall’immaginazione di Georges Chaulet negli anni ’50 ed è rapidamente diventato un caposaldo della letteratura per bambini e ragazzi.

Di giorno, Françoise Dupont è una ragazza svampita e un po’ fifona sempre in compagnia delle sue amiche Ficelle (Cordicella) e Boulotte (Mangiona). Ma quando il sole tramonta, Françoise indossa la sua tuta giallo e nero per pattugliare nelle strade della città di Framboisy (una cittadina immaginaria non molto lontana da Parigi) e combatte il crimine sotto il nome di Fantômette, (che si potrebbe tradurre con “Fantasmina“).

L’autore non ha mai chiarito perché Françoise ha deciso di avere una doppia vita, ma non ha nemmeno spiegato come fa una ragazzina di dodici anni a essere esperta di vari arti marziali, muoversi come un vero ninja, leggere sulle labbra, guidare uno strano motorino e eccellere il varie discipline atletiche… ma questo non è l’aspetto più interessante della serie.

Fantômette vive quindi una doppia vita e fatica un po’ a non farsi beccare dalle sue due inseparabili amiche (che sono sempre immischiate nelle sue indagini) o dai suoi numerosi nemici: l’autore ha creato una grande varietà di avversari basandosi su altre opere letterarie o cinematografiche: la banda del Furetto è direttamente ispirata ai gangster dei film noir dell’epoca, la Maschera d’Argento (l’arch-enemy della giustiziera) ha tutto del cattivo onnipotente di un film di James Bond con tanto di piani strampalati per dominare il mondo (l’uso di un dinosauro robot, ad esempio) e comanda a legioni di scagnozzi e in pochi romanzi Fantômette è messa alla strette da Sulfura, una malvivente sarda.

L’intento di Chaulet era di scrivere romanzi per ragazzi con storie semplici (ma che maturano con il passare del tempo) che includono degli elementi fantascientifici non troppo realistici, come nelle avventure del Nyctalope, una buona dose d’umorismo e qualche frecciatina satirica contro le istituzioni: la scuola è un ambiente severo e sterile e la maestra è una persona acida e frustrata. La polizia non capisce mai niente e una ragazzina in tuta gialla è più furba di un’intero commissariato e il potere maschile e patriarcale della Francia dell’epoca è ridicolizzata perché i personaggi più importanti sono delle ragazze e i maschi fanno spesso la figura dei fagiani.

Fonte: Star Prtraits by Martine76

Il piccolo mondo creato da Chaulet per la sua eroina è molto strano, anche per il punto di vista del lettore odierno: le ragazze vivono delle case da sole e senza genitori, benché a volte si parla degli innumerevoli parenti di Ficelle. Fantômette ha la propria casa-batcave: una strana costruzione di plastica a forma di UFO (e come diavolo l’ha costruita e come ha fatto con il servizio catastale del comune di Framboisy?) e… non si parla mai di rapporti con i ragazzi: all’epoca, le scuole non erano promiscue , ma non c’è quasi nessun personaggio maschile dell’età di Françoise, Ficelle o Boulotte. Tranne per uno dei nemici, ma è al limite di essere transgender e ha un rapporto complementare e di opposizione con l’eroina.

Quindi Fantômette ha un forte potenziale narrativo, ma è stata spesso fraintesa da vari sceneggiatori e dagli stessi fan che la rinchiudono in un registro umoristico-infantile… la serie live degli anni’90 e l’ancora peggiore serie a cartoni animati sono ottimi esempi, ma preferisco non mostrarveli.

Conclusione

La letteratura popolare francese ha creato vari personaggi che, sicuramente, hanno influenzato i più conosciuti supereroi statunitensi: so che Bob Kane si è ispirato un po’ di Judex per creare Batman e che il Joker è ispirato ad un’adattazione cinematografica de “L’uomo che ride” di Victor Hugo. Non dirò mai che Stan Lee abbia preso spunto di “Le Nyctalope” per creare Iron Man (che ha anche lui un cuore artificiale), ma penso che tutti eroi del passato hanno qualcosa di molto moderno: macchinari avveniristici, complotti, intrighi internazionali, nemici corrotti o pronti a tutto per ottenere quello che vogliono… in poche parole, quello che si legge ogni mese nelle pubblicazioni Marvel o DC! Mi dispiace che questi personaggi siano stati dimenticati anche nel loro paese (tranne Fantômette, che accompagna ancora molti bambini nella scoperta della lettura) perché così si dimentica che, un po’ più di un secolo fa, la Francia era un paese di autori di fantascienza e che alcuni autori prendevano delle iniziative a contro corrente, anche se era mal visto che una protagonista non sia la donzella da salvare, ma una dinamica eroina o una pericolosa criminale.

Ecco, spero che questo viaggio nello spazio e nel tempo vi sia piaciuto!

Grazie per avere letto questo articolo, a presto!

6 pensieri riguardo “Scopriamo i supereroi francesi!

  1. Non conoscevo nessuno di questi personaggi, a parte Fantomette (incrociata un paio di volte per il cartone).
    Comunque, tutti variamente interessanti! È un peccato che questa corrente francese di supereroi non sia proseguita, il potenziale era notevole. Oggi, a meno di voler dare vita a un movimento retronostalgico davvero marcato, potrebbe essere necessaria una revisione di alcuni aspetti un po’ troppo ingenui e a seconda di cosa cambi, rischi di rovinare tutto

    Piace a 2 people

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