Recensione di “Yaga!”, di Gabriele Simionato

Ciao amici!

Oggi, vi presento la mia recensione di “Yaga!“: un librogame scritto da Gabriele Simionato, nome molto noto nell’ambiente italiano e già autore di “Vesta Shutdown” di cui ho parlato l’anno scorso. Con questa nuova opera, viaggiamo nello spazio e nel tempo per andare nell’Impero Russo dove la famosa stega Baba Yaga dovrà vedersela con perfidi nemici…

Fonte: Aristea

I librogame come li conosciamo oggi sono stati inventati negli anni ’80 ed esistono tantissime serie che hanno fatto l’età dell’oro di questo genere: Lupo Solitario, Dimensione Avventura, Sherlock Holmes, Blood Sword, Golden Dragon… ma nella maggior parte dei casi il concetto era sempre lo stesso: il lettore-giocatore gestisce un eroe che deve opporsi al Male che ha rovesciato lo status quo del mondo e il protagonista dovrà superare varie prove per cacciare l’invasore e ristabilire l’ordine temporaneamente disturbato. I librogame della prima generazione (quelli degli anni ’80-’90) che hanno un cattivo come protagonista sono rarissimi, credo che nella storica serie “Fighting Fantasy” (“Dimensione Avventura” in italiano) esista solo un librogame nel quale il lettore-giocatore possa essere un cattivo: “Seas of Blood“.

Fonte: Wikipedia

In questo librogame, il giocatore è un pirata che ha passato la notte a traccanare rum e a giocare a dadi con il suo migliore amico, l’attuale Re dei Pirati, e fanno una scommessa stupida (come spesso capita quando due tizi sono brilli): chi riesce ad accumulare il migliore bottino in 30 giorni diventerà il nuovo Re dei Pirati (o conserva il titolo semmai l’altro vince). E così l’avventura inizia: si può assalire delle città, andare a caccia di tesori, arrembare delle navi, catturarne la ciurma per aumentare quella della propria nave o addirittura vendere i prigionieri al mercato degli schiavi… in poche parole, un concentrato di criminalità nautica su 350 paragrafi! Ma “Seas of Blood” è un’eccezione nel panorama dei librogame di quegli anni.

Quindi, dopo anni di paladini di ogni risma, Gabriele Simionato ci propone un concetto poco conosciuto della letteratura interattiva con una delle streghe più famose del mondo: Baba Yaga, che ha spaventato migliaia di bambini in tutte le Russie.

Baba Yaga, da Ravennari, su DeviantArt

La trama

La Congrega delle Gemelle è un gruppo di vecchie streghe che terrorizza migliaia di persone dalla Russia fino al confine con l’Impero Ottomano. Le tre streghe Baba Yaga, Baba Galia e Baba Yulia (rispettivamente la strega rossa, gialla e blu) esercitano le loro potenti e temibili arti magiche quando non danno la caccia a qualche bambino per farne uno spezzatino. Ma la Congrega sta vivendo la sua ora più buia dopo la morte della Streganera, la più potente di tutte: la nonna Babushka è passata a miglior vita e le sue tre nipote devono compiere il Rituale Antico per sapere chi erediterà il titolo di Streganera e guiderà la Congrega. In una foresta del cuore dell’Armenia, le tre sorelle recitano il Rituale, ma non succede niente: qualcosa è andato storto? Manca qualcosa nel paiolo che deve rivelare il colore della strega che prenderà il potere? Questa è solo l’ultima delle preoccupazioni delle tre Baba, perché un loro potente nemico le ha scovate e farà di tutto per eliminarle! In questo librogame, Baba Yaga dovrà mettersi al timone di Izba: la sua incredibile casa mobile con due grandi zampe di gallina e percorrere tutto l’Impero per rifare il Rituale Antico e risolvere vari misteri per finalmente sapere chi è la nuova Streganera e determinare il futuro della Congrega!

L’ambientazione

L’azione si svolge nel 1672 nella parte occidentale dell’Impero Russo: si inizia in Armenia, poi si va in Crimea e si può visitare vari luoghi attorno al Mare Nero, il Mare Caspio e il Mare di Azov. L’ambientazione è uno dei punti forti di “Yaga!”: il lettore-giocatore scoprirà dei luoghi che esistono davvero, incontrerà le creature del folclore slavo e andrà a zonzo in sconfinate foreste e incontaminate catene montuose. L’autore ha fatto un grande lavoro di ricerca storica e geografica per creare un’ambientazione molto realistica e dare al lettore la sensazione che Baba Yaga faccia parte del paesaggio. Mi è piaciuto l’attenzione data ai luoghi e all’origine delle persone incontrate: la Russia dell’epoca era un crogiolo di lingue, popoli e tradizioni molto interessante e l’autore ha voluto farcela conoscere meglio per spezzare il preconcetto che i popoli russi parlino tutto il russo, vivono in un inverno perenne e tutti si chiamino “Vladimir” o “Boris”.

Le caratteristiche di Baba Yaga sono state rispettate: è una strega che comanda alle potenze della natura e si sposta con una casa munita di zampe di gallina. Ma Gabriele è andato oltre e ha immaginato come è vivere all’interno di questa strana casa, alla quale ha conferito la possibilità di parlarle (la strega capisce il linguaggio delle galline) e dà anche una descrizione precisa di ogni stanza con le sue particolarità. Il che aumenta ancora il realismo del libro.

Il sistema di gioco

Come tutti i librogame di Aristea , il sistema di gioco è abbastanza semplice da imparare e da utilizzare. Il sistema di creazione del personaggio è molto semplice e funziona con dei valori numerici da distribuire in tre categorie diverse (i vari tipi di magia: Rossa, Gialla e Blu) seguendo istruzioni precisi, i combattimenti e le varie Prove sono tutti basati su questi livelli di magia e si superano con un semplice lancio di due dadi a sei facce. L’aspetto più sorprendente di “Yaga!” è la straordinaria capacità di resurrezione del personaggio: infatti, la strega rossa può tornare in vita (con il massimo della sua energia) finché c’è carbone in Izba!

Io torno, sempre.

Baba Yaga

L’altro aspetto molto interessante, oltre la semplicità delle regole e il fatto di poter tornare in vita, è la possibilità di spostarsi in tutta la regione con la casa mobile: per questo, Baba Yaga deve utilizzare dei sacchi di Carbone che utilizza come carburante per Izba! La ricerca del prezioso combustibile è vitale per lei e per la sua casa. Come ogni viaggiatrice, Baba Yaga deve sapere dove va: per questo, il testo “sblocca” delle destinazioni e il giocatore deve aggiornare il GPS (Gallinaski Paragrof Saltator) di Izba e così può viaggiare e andare avanti per continuare l’avventura.

Come in ogni librogame, il protagonista trova degli oggetti che gli saranno utili per risolvere dei problemi o aiutarlo in casi di difficoltà: “Yaga!” non fa eccezione e la strega può avere con sé vari oggetti, ma il giocatore dovrà gestirli benissimo se non vuole ritrovarsi bloccato.

Gli amanti dell’enigmistica non saranno delusi: ci sono dei problemi da risolvere e chi ama la crittografia o i ragionamenti logici troverà pane per i suoi denti! Questo aspetto è particolarmente amato da Gabriele Simionato e la difficoltà degli enigmi e giochi di logica aumenta la durata di vita di questo librogame.

Lo stile di scrittura

Questo librogame appartiene al genere Dark Fantasy: non ci sono valorosi paladini e nessuno deve salvare il mondo dalle grinfie del Signore delle Tenebre di turno. No, in “Yaga!” l’eroina è una strega scorbutica che vuole diventare l’erede di sua nonna e dettare legge alle sue gemelle, anche al costo di sporcarsi le mani callose e rugose. Nonostante queste premesse, lo stile di scrittura di Gabriele Simionato è molto diverso della classica letteratura del genere: certo, l’aspetto horror non manca, come le raccapriccianti descrizioni del fisico delle streghe o delle loro case, con tanto di elementi strani e disturbanti. Ma non manca l’umorismo nero che rammenta la cinematografia di Tim Burton o i fumetti come “Tales of the crypt” o “La famiglia Addams”: i personaggi sono molto cinici e alcuni sono caratterizzati da gimmick in ognuna delle loro apparizioni nel libro. Come ho scritto prima, l’autore ha dato un’importanza fondamentale al passato di Yaga e se il lettore-giocatore fa le scelte giuste, potrà scoprire cosa si cela dietro la faccia butterata della stregarossa, il che conferisce un impatto emotivo non indifferente e apre una nuova dimensione alla scrittura e alla lettura di un librogame.

Una certa visione del Male

Alcuni di voi potrebbero pensare che interpretare una vecchia strega che vive da sola in una casa magica, si nutre (anche) di bambini, comanda al fuoco e al sangue, ha un armadio stregato ornato da trofei di quelli che l’hanno ammazzata (o tentato di farlo) potrebbe essere un vile essere totalmente schiavo del Male, un flagello per l’umanità e un nemico perfetto per un gruppo di avventurieri di Dungeons&Dragons… è l’impressione che si ha nei primi paragrafi del libro: Yaga e le sue sorelle sono tre orrende e brutte vecchie che desiderano tutte e tre il potere sulla Congrega. Però, durante tutta l’avventura, è possibile accedere ai ricordi di Yaga: la sua infanzia, la descrizione della famiglia, il suo incontro con Izba… per la prima volta, si viaggia nel cuore del “Cattivo” e si scopre che non tutto è scontato, nemmeno in un mondo fantasy. Certo, Baba Yaga farebbe di tutto pur di non pagare il 5 o l’8 per mille, ma starà al lettore-giocatore prendere le decisioni e decidere da quale parte schierare la “sua” Yaga. La storia è ricca d’incontri con altri personaggi, umani o meno e l’impressione generale che ho avuto era quella di un film di Quentin Tarantino nel quale esistono i cattivi, i cattivoni e i cattivissimi, ma ognuno ha le sue precise motivazioni o circostanze attenuanti per agire in tale modo.

Conclusione

Con questa nuova proposta, le edizioni Aristea tracciano di nuovo una linea nella sabbia, alzando l’asticella della qualità dei librogame sempre più in alto: in “Yaga!”, scopriamo un nuovo modo di scrivere e giocare perché uno non si contenta più di lanciare i dadi e vedere cosa succede dopo, ma vive un’avventura nei panni di un personaggio. Ma qual è allora la differenza tra Baba Yaga e una star della letteratura interattiva come Lupo Solitario? Con la stregarossa, si parte da una situazione già conosciuta, almeno tramite i racconti del folclore slavo e una lunga vita tormentata e si va verso quello che sembra essere uno scopo naturale: ci si deve fare i conti con il peso del passato, ma non sbagliare se si vuole veramente evolvere. La forza di “Yaga!” oltre al sistema di gioco semplice, ma efficiente, le bellissime illustrazioni di Erica Rossi e la mappa di Fabio Porfidia, lo stile di scrittura e le battute nascoste (“Terminator”, “Arsenico e vecchi merletti”, le favole in generale…) è di riconnettersi con un passato dimenticato e imparare da esso per costruire il futuro. L’opera di Gabriele è molto più intimistica di qualsiasi serie di librogame scritta finora e leggerla è stata un vero piacere.

Il mio voto:

Scheda Tecnica

Titolo: Yaga!

Autore: Gabriele Simionato

Genere: Librogame, Dark Fantasy

Formato: Cartaceo

Casa editrice: Aristea Edizioni

Collana: Fiabe Oscure

ISBN: 978-88-32259-06-3

Link d’acquisto: Sito della casa editrice

5 pensieri riguardo “Recensione di “Yaga!”, di Gabriele Simionato

  1. Mi piace molto come idea! Ho sempre trovato interessante il folklore slavo e queste figure mi hanno sempre affascinato. Tra le altre cose oggi ho pure pubblicato un articolo su un film dedicato a Baba Yaga. Se ti interessa fai un salto.
    In ogni caso penso proprio che prenderò questo librogame.

    Piace a 1 persona

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