I Protagonisti del giallo: Fantomas

Ciao amici!

Eccoci qua tornati con la fortunatissima rubrica “I protagonisti del giallo” nella quale descrivo i principali archetipi della letteratura gialla, ma faccio anche qualche zoom sui personaggi più degni di nota, almeno secondo me. Finora mi sono concentrato sui detective come Philo Vance, Charlie Chan o l‘ispettore Coliandro, ma stavolta parlerò di uno dei più grandi principi del crimine… Fantomas!

Photo by Sebastiaan Stam on Pexels.com

Di solito, gli autori scrivono i romanzi gialli secondo uno schema semplice: l’investigatore (professionista o di turno) deve fare luce su un delitto smascherando il colpevole e i suoi complici per consegnarli alla giustizia. Il Bene trionfa sul Male, la morale è salva e tutti vivono felici e contenti. Ma quanti autori hanno osato infrangere questo paradigma e scegliere un colpevole come eroe? Pochissimi, in realtà. L’esempio più interessante è il Diabolik delle sorelle Giussani che sconvolsero l’intera società italiana di allora. Ma le famose autrici si sono sicuramente ispirate a un altro personaggio, un genio del male assoluto che fece scalpore a suo tempo: era Fantomas, creato dalla penna degli scrittori francesi Pierre Souvestre e Marcel Allain, correva l’anno 1911.

Manifesto del film “Fantomas” del 1913. Fonte: Wikipedia

Chi è Fantomas?

Questo personaggio non ha nessuna origine conosciuta, non si conosce il suo vero nome e nemmeno le ragioni per le quali è diventato un vero maestro del male, erede letterario di una stirpe di “supercriminali” letterari che minacciano lo statu quo della società. Ma Fantomas ha qualcosa che lo rende molto diverso dai suoi predecessori come Rocambole o Arsène Lupin: questi ultimi possono anche essere eroici o combattere altri criminali peggiori di loro (benché Lupin sia più un Robin Hood che altro). Ma Fantomas no: lui organizza piani malefici per terrorizzare la gente aggredendo dei simboli importanti per tutti e non rispetta niente e nessuno, tranne se stesso. Per raggiungere i suoi obiettivi, tutto è lecito: rapimento, furto, corruzione, minacce, torture, terrorismo e pure l’omicidio. Questo personaggio è il nemico pubblico numero uno e i rari che l’hanno visto da vicino (e che sono ancora vivi) lo descrivono come un uomo vestito di nero, con un cappuccio sulla testa che lascia vedere solo i suoi occhi, perché lui può essere chiunque: è il maestro dei travestimenti e dell’inganno e non di rado i suoi nemici cadono nelle sue trappole.

Come ogni genio del Male, Fantomas ha qualche sgherro che fa il lavoro sporco o lo assista nei suoi terrificanti, ma geniali colpi. Contrariamente a quello che si vede nei film degli anni ’70, Fantomas non è un “Cattivo di James Bond” che dispone di un esercito di scagnozzi, ma può contare sui servigi dell’equivalente di una baby gang ante litteram (alla faccia di chi sostiene che il fenomeno sia nato con i social network).

Gli Apaches: la fanteria di Fantomas

Fonte: Wikipedia

La vita parigina è stata segnata da varie bande di ragazzi violenti nel primo quarto del 1900: raggruppati in branchi di dimensioni variabili, si disputavano il “territorio” e facevano vari “colpi” per ricavarne dei soldi oppure rubavano quello che potevano. La stampa diede presto il nome di “Apaches” a questi giovani violenti e malavitosi. Le dinamiche delle bande di Apaches non erano diverse di quelle delle gang statunitensi del secolo scorso o delle baby gang odierne. Questi delinquenti hanno segnato un’epoca intera e ci sono molte opere d’arte che ne parlano: oltre ai romanzi di Fantomas, possiamo ritrovare questi gangster, come nel teatro di Golberg o in vecchi film come “Casque d’Or” di Jacques Becker nel 1956. Se avete visto “Ho vinto la lotteria di capodanno” con Paolo Villaggio, vi ricorderete sicuramente la scena del “ballo apache” (che esiste davvero) nel quale il povero protagonista viene preso a schiaffi.

Quindi, Fantomas si appoggia su qualche membro scelto delle bande che terrorizzavano l’intera città, ma questo non significa che li trattava bene, anzi, l’errore costava tantissimo. Gli Apaches ricorrenti nei romanzi si chiamano Bébé, (un vero colosso), Morte Improvvisa, il Lampione e Lo Scaccino.

Modus operandi

Fantomas è un bandito che vuole lasciare un segno nella Storia: non si accontenta di rubare una collana di vere perle, ma vuole colpire la società al cuore attaccando i suoi simboli più importanti. Perché rapinare una banca quando si può dare l’assalto direttamente alla Banca di Francia? Avete colto lo stile: Fantomas è un terrorista e se deve utilizzare un furgone da lui modificato e “potenziato” da un’autentica mitragliatrice Gatling e sparare durante l’ora di punta per coprire la sua fuga, lo fa e senza nessun rimorso.

Mitragliatrice Gatling. Fonte: greenlane.com

Alleati e nemici di Fantomas

Come ogni cattivo che si rispetti, Fantomas ha un suo informatore: il vagabondo Bouzille compare in ogni romanzo della serie e non rifiuta mai una mano al terribile criminale, ma solo perché vuole rimanere in vita. Questo personaggio molto ambiguo può contemporaneamente aiutarlo (e farlo molto bene) oppure dare una mano ai nemici di Fantomas: il commissario Juve e il giornalista Fandor. Il vagabondo ha sempre un ruolo non trascurabile nella vita di questi tre personaggi e spesso la vicenda sta nelle sue mani. Il commissario Juve (no, non si pronuncia come la squadra di calcio torinese) è il poliziotto incaricato della cattura e della neutralizzazione di Fantomas: potrebbe essere paragonato a Zenigata di “Lupin III“, ma è molto scaltro e capisce bene le grandi linee dei piani diabolici del suo nemico, anche se si fa spesso abbindolare o intrappolare. Fandor è un noto giornalista che vuole ottenere lo scoop del secolo con la rivelazione dell’identità o del arresto del bandito. Più avventuroso del suo amico Juve, Fandor riesce a scoprire più elementi sui piani di Fantomas e questo permette di sventare alcuni dei suoi colpi, ma non tutti. Inoltre, il rapporto fra il criminale e il giornalista è più intimo perché Fandor è innamorato di una tale Hélène, molto preziosa agli occhi del criminale. Quest’ultima ha un ruolo molto ambiguo nei romanzi ed esiste un legame paradossale fra lei, Fantomas e il suo mondo.

Fantomas nei vari media

Il bandito è protagonista di due serie di romanzi: 32 sono stati scritti da Souvestre e Allain fra il 1911 e il 1934. Poi dopo la morte di Souvestre, Allain ne scrive altri 11 da solo tra il 1926 e il 1963.

Ma Fantomas ha presto ispirato vari registi, già dal 1913 Louis Feuillade (vi ricordate Judex?) ha prodotto alcuni film:

  • Fantomas. Aprile 1913
  • Juve contre Fantomas (Juve contro Fantomas). Settembre 1913.
  • Le mort qui tue. (Il morto che uccide) nel Novembre 1913
  • Fantomas contre Fantomas. (Fantomas contro Fantomas): Febbraio 1914
  • Le Faux Magistrat (Il finto magistrato):Maggio 1914

Poi, ci sono state varie adattazioni in film parlanti, alcuni dei quali erano produzioni straniere, come la serie “Fantomas” di Edward Sedgwick per la 20th Century Fox, oppure i remake del primo “Fantomas” di Paul Fejos nel 1932 e di Jean Sacha nel 1947, oppure di “Fantomas contre Fantomas” di Robert Vernay, nel 1949.

Locandina del film di Fejos. Fonte: Wikipedia

Purtroppo, il grande pubblico (soprattutto francofono) ricorderà la serie di film di Hunebelle liberamente ispirata ai romanzi fra il 1964 e il 1967, con Louis de Funès e Jean Marais: Fantomas era un cattivo degno di quelli di James Bond (con tanto di esercito di scagnozzi e mezzi faraonici), con una maschera blu che gli dava un’aria da alieno. Questi film erano delle commedie che, secondo me, hanno ucciso la memoria del personaggio.

Fantomas nella trilogia di Hunebelle. Fonte: ilcineocchio.it

Ecco, Fantomas è l’archetipo del villain che piace ancora oggi: manipolatore, sadico, freddo, spietato, perseverante e capace di mettere alla prova anche il migliore segugio o paladino delle giustizia. La sua carriera letteraria e cinematografica è stata molto lunga e mi meraviglio che nessun regista voglia ispirarsi di questo personaggio per una serie o un film, anche al costo di spolverare la sua immagine un po’ retro. Però, la sua essenza è ancora molto viva perché ha ispirato vari autori di fumetti e qualche scrittore per personaggi come The Shadow, Diabolik e molti artisti francesi hanno parlato almeno una volta di Fantomas. Senza parlare della band dal nome direttamente ispirato al famoso criminale.

Fonte: YouTube

E cosa dire del cattivo di una delle mie serie animate preferite? Non trovate che ci sia un’aria di famiglia? Inoltre, anche lui è un criminale astuto che nessun supereroe abbia ancora catturato!

Fonte: Pinterest

Ecco, vi ringrazio per avere letto questo articolo: spero che avete voglia di approfondire su quello che è uno dei migliori villain del mondo e che ha ancora tanto da dire. Perché anche se lo stile degli autori originali è invecchiato, il personaggio è ancora molto attuale e vi farà rabbrividire allo stesso modo.

A presto!

4 pensieri riguardo “I Protagonisti del giallo: Fantomas

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