Una serie fantasy fuori dagli schemi

Ciao amici!

In questa torrida estate, le catastrofi sembrano moltiplicarsi settimana dopo settimana e serve un po’ di divertimento per non farsi sopraffare dagli eventi negativi che flagellano questo 2022. Per questo voglio parlarvi di una serie animata a tema disponibile su Amazon Prime che ho scoperto poco fa: “The legend of Vox Machina“, un fantasy per adulti!

Fonte: Wikipedia

Il fantasy è un genere sempre più popolare: dalle saghe cinematografiche de “Il signore degli anelli” e “Harry Potter“, il genere ha invaso vari medium e sembra non conoscere fine. Nei giorni che precedano “House of the Dragon” e nell’attesa de “Gli anelli del potere“, vi propongo una serie animata che mi è piaciuta un sacco e che va oltre tutti i sentieri già percorsi dai grandi autori dei classici di genere. Se non avete mai guardato un film o una serie fantasy in vita vostra, o se siete dei veterani e che cercate un po’ di aria fresca con tanto di humour “alla Deadpool”, di violenza, di sentimenti, battaglie, eroismo, parolacce e scene a volte un po’ osé, allora “The legend of Vox Machina” è la serie per voi!

Trama

Una squadra di avventurieri rissaioli (i Vox Machina, per l’appunto), scanzonati e sempre al verde decide di finirla con le missioni che non fanno guadagnare niente, dopo essere stati buttati fuori di una taverna dopo aver provocato una rissa. Per la loro fortuna, una grande minaccia incombe sul loro regno e il re, dopo le sconfitte dei suoi regimenti e nelle più fidate compagnie di mercenari, cerca nuove bande per delle missioni impossibili. Il fato sorride ai Vox Machina che vedono il manifesto con questa reale chiamata alle armi. Così, la nostra Armata Brancaleone va nella capitale per presentarsi al re e inizia così una grande avventura con tanto di cospirazioni, veleni e pericoli.

Personaggi

Vex’Hallia (la ranger) e suo fratello Vax’Ildan (il ladro) sono due mezz’elfi gemelli, orfani dopo che un drago uccise i membri della loro famiglia. Pike è una gnoma, una sacerdotessa (o paladina) al servizio della dea Semprechiara, vocata al bene e alla guarigione. La maga Skyleth è un’elfa che parla con le piante, creare rovereti giganti e può anche trasformarsi in animale. Il colossale Grog è un mezzo-gigante, che combatte con un’ascia smisurata e adora la birra, ma è un po’ tonto. Scanman è un altro gnomo, ma è un bardo esperto di illusioni e di canzone magiche e nessuno conosce i bordelli meglio di lui. Percival è un nobile-pistolero colto, ma snob che nasconde una storia tragica e molti cupi segreti.

Fonte: afnews

Questo potrebbe sembrare la classica formazione di una qualsiasi squadra di avventurieri di D&D, ma ogni personaggio ha una forte personalità, delle forze e delle debolezze, il che rende tutto molto credibile e supera i classici limiti imposti dalla “razza” e dal “ruolo” di ogni personaggio: VexìHallia è più o meno la leader del gruppo e si preoccupa per ognuno di loro (anche se non lo da a vedere), Scanlan potrebbe essere il buffone della truppa (dice e fa tante cavolate), ma quando si scava un po’, è molto più di quello che dice battute sconce (e che pasa tempo con la figlia del locandiere), Pike e Keyleth dubitano delle loro forze (con gravi conseguenza per Pike), Grog è più umano di quanto si possa pensare, Vax’Ildan è combattuto fra molte scelte e Percival… beh, lo vedrete!

Contenuti per adulti

Certo, “The legend of Vox Machina” non è un programma per famiglie: i combattimenti sono violenti e, spesso, truculenti: il che è normale, dato che le spade tagliano e la gente muore male in battaglia. I personaggi utilizzano spesso varie imprecazioni che, di solito, non si sentono molto in televisione, ma nella vita reale sì. Ci sono anche qualche elementi “hot”, ma niente che non avete già visto che se guardate “Lupin the third” o qualsiasi programma con Belen Rodriguez. Quindi, Amazon l’ha classificato come PG 16 o addirittura PG 18, trovo che sia un po’ esagerato, ma è ero che il sangue che schizza, i non-morti molto realistici e vari effetti gore per sottolineare la potenza di un villain potrebbero urtare qualche sensibilità. Quindi, no: non mostrate questa serie se dovete fare da baby-sitter ai vostri nipotini!

Cosa da giocatori di D&D

Eh sì, questa serie è basata su una campagna del famoso gioco di ruolo Dungeons and Dragons (D&D, per gli esperti e i vecchi nerd come me), ma tutti possono capire la trama, apprezzare i personaggi e godersi la serie, anche se uno non ha mai tirato un dado da 20 facce in vita sua. Se siete degli intenditori, potrete riconoscere qualche potere utilizzato dai personaggi (soprattutto quelli di Scanlan) e alcuni dettagli di alcune scene.

Da vecchio giocatore di ruolo, devo dire che nonostante una trama un po’ classica, ho apprezzato molto le dinamiche di gruppo: i personaggi collaborano senza essere neppure i Fantastici 4 e c’è sempre spazio per delle dimostrazioni di vera amicizia e di lealtà. So che questa serie è ispirata alla campagna di D&D dei produttori (Critical Role) e se i giocatori hanno veramente interpretato i loro personaggi così, beh, vorrei tanto poter giocare con loro! Il problema con giocatori odierni è che molti fanno spesso la confusione fra un videogioco e un GdR: l’interpretazione di un personaggio è scomparsa per preferire uno sfruttamento (a volte estremo) delle statistiche dei loro personaggi, per renderli sempre più forti. Perché l’interpretazione e le dinamiche interpersonali fra personaggi di un GdR è quello che fa la bellezza di questo hobby, e non il fatto di poter uccidere un drago plurimillenario in un round e mezzo.

Spero che “The legend of Vox Machina” abbia potuto scuotere un po’ le coscienze dei giocatori (e dei game master) di ogni GdR per mostrare che lo scopo non è passare di livello il più presto possibile, ma essere protagonisti di una bella storia e che una storia è centrata su personaggi, con una personalità (senza gioco di parole), una storia personale e degli scopi.

Bilancio

Il fantasy è tornato in auge e un uccello mi dice che lo rimarrà per un po’, anche se non torneremo i miti anni ’80 che hanno avuto le adattazioni di “Conan“, “La Storia Infinita“, “La Storia Fantastica” o altre produzioni come “Willow” o “Ladyhawke“. Adesso, si punta sui best-seller come le opere di Tolkien o Martin per creare delle serie e i loro immancabili spin-off, oppure si fanno delle parodie come “Unenchanted” di Matt Groening su Netflix.

Però, con “The legend of Vox Machina“, abbiamo un prodotto nuovo (anche basato su un franchising mondialmente conosciuto) e figlio del crowdfunding che mischia vari toni per diventare una belle sinfonia. In questa serie di 12 puntate (per il momento, c’è solo la prima stagione) farete un viaggio su delle montagne russe in salsa fantasy, senza cadere nei soliti cliché e ne sarete entusiasti, anche se non siete grandi fan del genere. E credetemi, una puntata tira l’altra!

Troverete questa serie su Amazon Prime Video. Se volete, potete informarvi su Critical Role (la società produttrice), visitando il loro sito e seguendo i loro canali You Tube e Twitch.

Fonte: Critical Role

Ecco, per oggi è tutto! Spero che avete trovato quest’articolo interessante e che avete avuto voglia di scoprire questa serie o le attività di Critical Role: fanno veramente un sacco di cose e potreste anche parlarne ai vostri amici nerd!

A presto!

7 pensieri riguardo “Una serie fantasy fuori dagli schemi

  1. Una serie molto divertente 😀 potremmo definirla l’altra faccia di Record of Lodoss War, data l’origine comune (campagna di GDR) 😛
    Una delle cose che più mi ha fatto ridere è che un mio amico gioca quasi con lo stesso stile di Scanlan… quante volte siamo stati tentati di stenderlo, in questa o quella campagna!

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    1. Certo che se uno vuole fare i primi passi con il gioco di ruolo, D&D rimane un’opzione valida per i nuovi giocatori o per i veterani. Non sono esperto di questo franchising (bazzico in altri universi ludici), ma credo che l’attuale edizione (D&D5) sia più un sistema di regole generico (alla G.U.R.P.S o Savage Worlds) che altro. In parole povere, significa che le regole funzionino con qualsiasi ambientazione: basta andare su KS per trovare una galassia di universi per D&D5. Quindi, se a te non piace la magia, gli elfi, le profezie, l’intervento degli dei e compagnia bella, ma che vuoi provare D&D, ti consiglio l’ambientazione “Brancalonia”: 100% italiana, con tanti elementi presi dai film come “L’Armata Brancaleone”, una pseudo-Italia medioevale scanzonata e può essere veramente low fantasy. Cerca in rete, potrai trovare anche degli elementi gratuiti (credo che rimanga qualcosa su Kickstarter) e chiedi al club di GdR della tua città se ci giocano. Oppure, fai un giro su Twitch e cerca una tavola virtuale di Brancalonia o di un GdR low fantasy, perché ce ne sono parecchi.

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      1. Non so, credo che questa edizione possa essere generica quanto le precedenti, ovvero non è così immediato usarla per farci il cyberpunk, lo urban fantasy o altro, a meno di accontentarsi di cambiare aspetto alle armi (balestra = fucile, tanto la fisica e la balistica sono solo opinioni, in D&D) e cose simili.
        Diciamo che o ti ci metti sotto a modificarlo (la nuova struttura delle classi aiuta un po’) oppure speri che qualcuno l’abbia già fatto per te, e in questo secondo caso avrai soprattutto moduli di ambientazione che restano sempre sul fantasy, ma che rivedono i dettagli, come Historia (rinascimentale con animali antropomorfi) o altri di cui non ricordo il titolo, come il D&D con elementi alleggeriti “per bambini e famiglie” o quello nel mito nordico.

        Riguardo l’inizio con D&D, penso sia un po’ una tradizione pigra, dovuta ad alcuni elementi: è il più facile da reperire (ma oggi è facile trovare tanti altri giochi, per di più non solo fantasy, e magari spendendo pure meno di 120 €); è il regolamento più semplice (ormai è diventato molto complesso, come regolamento; altri giochi possono offrire adattabilità anche maggiore di D&D, con meno regole di quelle contenute in tre libri da, boh, 3/400 pagine ciascuno).
        Può essere un buon inizio, ma non è detto che lo sia. Secondo me un buon inizio sarebbe far provare a un “novizio” una manciata di giochi, meglio se di genere diverso, iniziando magari da quelli sul suo genere narrativo preferito, così se poi non apprezza D&D non pensa che il gioco di ruolo non faccia per lui o per lei. 😉

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      2. Bella risposta, Conte!
        Beh, vedo in giro che D&D rimane il gdr più giocato, anche dai neofiti e ho voluto seguire questa tendenza per evitare che l’amico Austin si trovi davanti a un muro se cerca un gruppo di giocatori.
        Per quanto mi riguarda, sono stato “iniziato” con Star Wars e, molto di più, con una versione “light” di Vampire: Masquerade che mi ha fatto innamorare del Mondo di Tenebra.
        Se dovessi consigliare un gruppo di nuovi giocatori, consiglierei un sistema generico facile da imparare e gestire, che funziona con qualsiasi universo: uno come Savage Worlds o Windows, tanto per fare un esempio. Il vantaggio con SW è che uno può trovare il quickstart gratuito e tante ambientazioni, sempre gratuitamente, ma non è diffuso come D&D.
        E tu, Conte, a cosa giochi in questo momento?

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      3. In questo momento… nulla! Ma finalmente, con un gruppo di amici, dovremmo riprendere a giocare dopo due anni di balletti causa confinamento, poi coprifuoco, poi rischio covid etc.
        Abbiamo iniziato ad approntare un gruppo di personaggi per il GDR di Dishonored (tratto dal videogioco omonimo).
        Prima dello stop, stavo cercando di portare a termine una cronaca di Vampiri (ero il narratore) mentre con altri amici come master abbiamo fatto brevi campagne di vari giochi, compreso D&D… 3.0!

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