Halloween Growl: “Dodici” di Zerocalcare

Ciao amici!

Ci risiamo per un nuovo giro nel lato scuro della creatività con l’ Halloween Growl! Stavolta, si parla di fumetti con uno dei maestri italiani della disciplina: Zerocalcare!

Anche se il nuovo albo del buon Michele Rech è uscito poco fa, volevo tornare su una delle sue opere meno conosciute e più controverse: “Dodici“. L’ho letto di recente, sedotto dal suo lato parodistico del genere “Zombie Apocalypse” e trovo che c’è molto da dire su questo graphic novel, molto diverso dagli altri lavori del famoso fumettista di Rebibbia.

Fonte: Un mia creazione su Canva,con un’immagine di Pexel

Zerocalcare, il blogger originario di Rebibbia ha conquistato il suo posto nell’Olimpo dei fumettisti italiani con dei graphic novel come “La profezia dell’armadillo“, “Un polpo alla gola“, “Macerie prime“, “Kobane Calling” e “Dimentica il mio nome” tradotte in molte altre lingue. Il libro “Dodici” è diverso dagli altri perché non ha veramente il solito lato autobiografico: Zerocalcare è poco presente e gli abituali coprotagonisti (e una new entry) devono fare di tutto per sopravvivere a una situazione catastrofica.

Fonte: Wikipedia

La trama

In un periodo non meglio determinato, la terra è invasa dagli zombi: anche Roma deve fare i conti con i non-morti che hanno già contagiato quasi tutta la popolazione, trasformandola in zombi affamati di carne umana. Ci sono pochi superstiti, tra i quali Zerocalcare, Secco, Cinghiale e Katja, una “straniera” di Roma Nord, venuta a Rebibbia per delle misteriose ragioni. L’invasione è iniziata da tre mesi e la sopravvivenza è sempre più difficile: trovare cibo, medicine e lo stretto necessario è ad ogni volta un’operazione ad alto rischio e gli zombi sono sempre più numerosi. Un giorno, durante un’epica partita di “Street Fighter II’ ” tra Zero e Secco, un certo Paturnio, da sempre il bullo del quartiere, dice loro che sono rimaste solo 36 persone vive in tutta Rebibbia (per il più grande interesse di Cinghiale, in crisi d’astinenza) e che dispone di un autobus con benzina a sufficienza per lasciare il quartiere, ma nessuno si fida. Secco, Cinghiale e Katja escono a procacciare delle provviste (e riflettere su un piano alternativo a quello di Paturnio), ma quando tornano a casa, i tre amici scoprono Zero, steso a terra in una pozza di sangue, tra la vita e la morte. Sarà stato Paturnio? Come dovranno fare per lasciare Rebibbia prima che sia troppo tardi e con il loro amico moribondo, senza finire sotto le zanne degli zombi?

Una vera storia di zombi?

Il tema dell’Apocalisse Zombi è molto popolare: il tema è stato trattato più volte nella storia del cinema, negli altri media e soprattutto nel mondo del gioco. Ma quali sono gli ingredienti per una vera buona storia con degli zombi? Ci vuole una catastrofe (di qualsiasi tipo) per far venire intere legioni di carcasse animate nel nostro mondo, ma la nostra civiltà deve essere in un punto critico e non più capace di proporre i beni e servizi elementari: cibo, medicine, sicurezza, informazione… l’essere umano torna virtualmente al medioevo e delle piccole comunità si creano, almeno per difendersi a vicenda contro migliaia di cadaveri cannibali. Ma in questo tipo di storia, gli zombi non sono mai il punto più importante : sono qui, rappresentano un certo tipo di pericolo e limitano così la libertà de personaggi umani, costretti ad occupare spazi ridotti, senza poter accedere ai beni di prima necessità (i supermercati, fabbriche e centri cittadini sono sempre i primi posti che i non-morti invadono, fateci caso). Il vero punto di una storia di zombi è vedere come agiscono i personaggi in situazioni di crisi estrema: come si organizzeranno per sopravvivere? Come reagiranno quando il loro nascondiglio sarà scoperto e poi invaso da decine di morti viventi? Qualcuno (vocato al martirio) occuperà eroicamente il nemico mentre gli altri se la squagliano o il gruppo sacrificherà il suo anello più debole per darsela a gambe? Perché il senso di questi film (ma anche giochi, romanzi…) è quello: lo zombi rappresenta una costrizione ambientale contro la quale non si può fare più di tanto (no, nemmeno con due katana! È scritto sul blog La Spada Perfetta [inserire il link]) e l’essere umano, senza nessuna risorsa esterna, deve fare di tutto per sopravvivere e spesso deve rompere lo strato di civiltà per fare posto al peggiore di sé e all’egoismo. In “Dodici”, gli zombi rappresentano un vero pericolo, ma la storia non si basa unicamente sugli scontri tra i personaggi e i cadaveri ambulanti, ma sulle vicende di un gruppo ristretto di persone in una situazione di crisi, con tanti giochetti di potere e patti disonesti. Siamo sicuri che i veri cattivi siano gli zombi?

Dei personaggi credibili

Le opere di Zerocalcare sono ironiche, addirittura ciniche, i protagonisti sono le persone della porta accanto. Non c’è mai stato un personaggio “eroico” nelle strisce o le graphic novel del fumettista e non ce ne sarà mai uno, perché l’autore vuole raccontare la realtà, la quotidianità, quella che ognuno di noi può incontrare nella propria via. Di conseguenza, i veri protagonisti di “Dodici” sono le solite comparse dell’universo di Zerocalcare: Secco, l’amico di sempre e Cinghiale, erotomane sul punto di “scoppiare”, ma la new entry Katja non è da sottovalutare: in quanto “straniera”, non è totalmente integrata nel gruppo di amici (nonostante la sua abilità di combattente e le sue doti di commando) e metterà spesso il dito nella piaga facendo molte domande, soprattutto ai personaggi “storici” e facendo luce sulle loro relazioni.

Lì dove ci sono i personaggi “buoni”, ci sono anche quelli “cattivi”: in questa graphic novel, gli zombi rappresentano una minaccia reale. Però, il vero pericolo per i protagonisti non è tanto di farsi divorare vivi e diventare poi delle carcasse animate, ma di fronteggiare la prepotenza di Paturnio, quello che ha conquistato il potere con la forza, cambiando le vite di chi ha avuto la sfortuna d’incontrarlo da piccolo e di essergli sottomesso. Questo bullo riesce ad esercitare una vera influenza sugli altri superstiti.

Le relazioni interpersonali sono alla base di ogni storia: ognuno avrà le sue forze e le sue debolezze, rendendoli molto credibili (e non solo perché sono basati su persone esistenti) e il loro modo di reagire a quella situazione di crisi mondiale illustra bene il classico comportamento umano. Da notare che quando “Dodici” è stato scritto e disegnato, l’Europa non aveva nessuna emergenza di tipo sanitario o sociale (non c’erano coprifuoco o lockdown), ma Zerocalcare ha anticipato qualche comportamento “da sciacallo” che vediamo ogni giorno dall’inizio della pandemia.

Dodici”: parodia o satira?

I riferimenti alla letteratura e alla cinematografia del genere horror-zombie sono numerosi in questo romanzo grafico: da George Romero a “The walking dead”, ma anche con qualche aggiunta della cultura nerd dei primi anni 2000 (la spada di Katja è quella vista in “Final Fantasy VII” e la quarta di pagina è un chiaro riferimento al gioco) e il titolo stesso, con il font a forma di sveglia elettronica rammenta la serie “24” e la trama fa l’occhiolino alla struttura delle puntate di questa serie. Ma “Dodici” non è una parodia di una classica storia di zombi, è una storia di morti viventi e di gente che farebbe di tutto pur di sopravvivere, ma è anche una critica della nostra società basata sul consumo, il profitto, la mancanza di valori e della “cultura” veicolata dai mass media. Gli esempi sono numerosi, ma credo che il paragone fatto da Katja tra la situazione “finta” dei film di Romero, con lo zombi come punizione contro una società consumistica e la loro “realtà” sia palese: se continuiamo a vivere così, senza rispettare più niente e nessuno, finiremmo per ammazzarci a vicenda (nel senso lato o meno), come degli zombi. Quindi, “Dodici” è una favola sui nostri comportamenti, le nostre certezze e le nostre fragilità che possono spingerci a compiere il peggio.

Roma

In “Dodici”, si parla di Rebibbia e della periferia romana, ma non si dà nessuna notizia del mondo: nessuna parla di Milano, Napoli, Firenze o Bologna. Gli altri paesi non sono menzionati, al massimo si sa che “Wikipedia è down”, il che significa che i server utilizzati (sicuramente situati all’estero) sono stati danneggiati da qualche modo. La storia è focalizzata su Rebibbia, Roma Nord e un’altra località, ma perché? Sarebbe forse una metafora che fa di Roma la città per antonomasia e rappresenta la civiltà occidentale, che muore lì dov’è iniziata? Potrebbe. Una parte importante del libro è quello che vede Zerocalcare quando è in coma: il suo legame con Rebibbia, la fatica che fa a farlo capire alle persone che vedono questo quartiere come il Bronx romano e le difficoltà che ha quando parte in viaggio, lontano di quello che definisce il suo habitat naturale. Perché “Dodici” è una metafora di un mondo che cambia: delle cose stanno cambiando anche nel quartiere natio dell’autore e gli zombi affamati rappresentano un altro tipo d’invasione, più subdola, ma non meno pericolosa.

Conclusione:

La lettura di “Dodici” è stata molto diversa da quella di “La profezia dell’armadillo”, “Un polpo alla gola” e “Dimentica il mio nome”, ma non è stata meno interessante. Anche se ha la forma di un racconto horror, non lo è del tutto: questa opera è la fotografia di un mondo che va a rotoli, con della gente che tenta di sopravvivere nonostante le condizioni avverse e l’incorreggibile avidità dell’essere umano. Credo che il lettore deve andare oltre la mera parodia di “The Walking Dead”, leggere tra le righe e capire che questo libro tratta di temi importanti e reali, anche se siamo in un contesto horror. Non mancano le scene comiche, riferimenti vari e ottimi colpi di scena che punteggiano questa storia che andrebbe riletta da molti. “Dodici” non è apprezzato come le altre opere, ma invito questa gente a rileggere questa graphic novel a testa fredda e senza preconcetti: le opere di Zerocalcare non si leggono come le strisce degli “Strumtruppen” (che adoro!), ma vanno assaporate e meditate, come quando si beve un buon vino.

Il mio verdetto:

Scheda Tecnica

  • Titolo: Dodici
  • Autore: Zerocalcare
  • Genere: Umoristico, horror, satira
  • Casa editrice: Bao Publishing
  • Numero di pagine: 95
  • ISBN: 978-88-6543-180-1
  • Link d’acquisto: Amazon, Bao Publishing

Ecco, per oggi è tutto! Spero che questa mia recensione vi sia piaciuta.

Ci si vede domani e, ricordatevi, stay foolish stay GROOOOWL!

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