Intervista ad Anna Esse!

Ciao amici!

Oggi, esce “Complicated XMas“: il nuovo romanzo di Anna Esse, che conoscerete probabilmente per il suo blog intitolato “Il mondo di Shioren“. Per celebrare l’uscita di questo nuovo libro, ho chiesto ad Anna di rispondere a qualche domanda sulla sua opera e sulle tendenze del genere romance.

Photo by cottonbro on Pexels.com

Per un autore, scrivere un romanzo è solo la parte più facile: dopo viene l’arduo compito della comunicazione. Di solito, le case editrici danno una mano alo scrittore, con tanto di ufficio stampa, ma quando si pubblica in self, le cose cambiano. Quindi, ho deciso di dare il mio contributo all’amica Anna Esse per parlare di “Complicated Xmas“, la sua nuova fatica letteraria.

1 Il tuo ultimo romanzo “Complicated X-Mas” è il sequel del famoso “Complicated Love“. Potresti dirmi come è nata questa serie?

Oddio, famoso è un parolone, ma ammetto che tra tutti quelli che ho pubblicato finora, è sicuramente il romanzo che ha più venduto in assoluto.
Com’è nata questa serie? Direi proprio per caso.
Il primo Complicated Love nasceva dal mio desiderio di mettermi alla prova anche con il genere MM (narrativa romance a tematica omosessuale dove la coppia è formata da due uomini). Come autrice mi sono imposta fin da subito di non fossilizzarmi su un unico genere narrativo, ma di spaziare il più possibile in base alle mie possibilità. A questo desiderio di mettermi in gioco, ho abbinato un secondo desiderio, quello di parlare in modo indiretto dell’11 settembre e di omaggiare, nel mio piccolo, quelle povere anime, ed è così che è nato Complicated Love. Discorso differente per il seguito: Complicated Xmas. Il ritorno di Edward & Co. nasce principalmente dal fatto che molte persone mi hanno contattata per sapere che fine avrebbero fatto gli altri personaggi della storia, chiedendomi un continuo e sinceramente anch’io avvertivo il desiderio di scrivere ancora di loro e ho deciso di seguire il mio istinto, correndo il rischio che magari la cosa non venisse apprezzata dai più e, soprattutto, da quelli che già avevano snobbato o non apprezzato Complicated Love, ma la scrittura, dopotutto, è una sfida, no? 😉

2 Nella serie “Complicated” (permettimi di chiamarla così), si seguono le vicende di Edward, un protagonista omosessuale. Come mai hai scelto il genere M/M?

Eheheh, anch’io lo chiamo semplicemente Complicated a volte, per cui fai pure! ^_^
Invece, facendo la persona seria e ritornando alla tua domanda, come ho detto su, Complicated nasce più per una mia sfida personale e il desiderio di parlare di una storia che avesse dei riscontri con qualcosa che è avvenuto realmente nel nostro mondo anche se, ahimé, avrei fatto volentieri a meno dell’11 settembre, Ma sia chiaro, questo avvenimento traumatico a livello mondiale, non è il protagonista della storia, anzi, in verità la storia è ambientata diciannove anni dopo l’11 settembre, ma la vita di alcuni dei personaggi di Complicated Love è involontariamente legata a quegli avvenimenti che, come si sente spesso dire, hanno cambiato la nostra realtà.

3 I tuoi romanzi sono tutti in self publishing, come mai questa scelta? Hai avuto qualche delusione con una o più case editrici?

Scrivo storie poco commerciali, di nicchia, spesso traumatiche. Non sono quel genere di storie che le grandi CE pubblicherebbero, (loro sono costretti a star dietro ai fenomeni del web per restare a galla) e le piccolo CE solitamente non danno un buon supporto e alla fine se vuoi pubblicizzarti devi comunque fare tutto da solo, per cui, tanto vale, pubblicare in self e gestire tutto secondo i tuoi gusti ed esigenze. Questo è stato il mio ragionamento, ma sinceramente non ho neanche mai seriamente provato a cercare una Casa Editrice, diciamo che volevo provare a scrivere quello che avevo in testa, nella più totale libertà e il self publishing ti da questa opportunità.

4 Il romance è molto gettonato, soprattutto in televisione: sono decenni che telefilm, serie, soap-operas e telenovelas sfruttano i meccanismi del genere. Secondo te, queste produzioni mainstream sono un bene o un male?

Bella domanda! Diciamo che, come per ogni cosa, non se ne dovrebbe abusare. A volte siamo letteralmente sommersi da questo genere di stimoli e non è sempre un bene. Io non amo le mode, non vedo o leggo quello che le masse amano, per cui non ho visto determinati film che hanno fatto da apripista al genere letterario “spicy” che ormai ha invaso l’editoria in generale. Molti dicono che il self sta rovinando il mondo dell’editoria, e probabilmente in parte è vero perché ormai chiunque pensa di poter scrivere e pubblicare, tuttavia è anche vero che se le CE che contano, quelle che ti fanno arrivare sugli scaffali delle librerie, provassero a dare una possibilità concreta anche a un perfetto sconosciuto, forse, tutto questo eccesso non ci sarebbe, ma come già detto, le CE devono sopravvivere e per farlo, seguono “i fenomeni” e non tutti lo siamo, almeno io di sicuro.

5 Il genere “romance” è cambiato molto dai tempi della collana “Harmony” e questi ultimi anni, c’è stata una vera esplosione di vari sottogeneri, con tanti autori che propongono centinaia di opere ogni mese, anche solo nel mondo del self publishing. Come è possibile valorizzare un prodotto particolare in mezzo alla massa?

Non ho una risposta esatta alla domanda. Non c’è una formula magica da seguire. Personalmente ritengo che per fare la differenza e distinguerti dalla massa bisogna avere due cose fondamentali:

1) Il talento. Senza di quello puoi scrivere quanto vuoi, ma ti leggeranno in pochi e difficilmente acquisterebbero anche altre opere.

2) I soldi! Se non si possiedono dei buoni fondi da investire per sponsorizzazioni a pagamento, gadget, e reclutamento di un gruppo di professionisti che ti seguono affinché tu possa valorizzare il tuo lavoro, non farai molta strada.

6 Stiamo vivendo una piccola rivoluzione con il lento cambiamento dell’opinione pubblica riguardando la comunità LGBTQ+: gli omosessuali sono sempre più rappresentati nei media e anche la letteratura di genere cambia, includendo queste tematiche, ma non solo. Secondo te, quale sarà l’avvenire del genere “romance“?

Non credo che questa “rivoluzione” come tu l’hai chiamata influenzerà più di tanto il genere romance. La narrative LGBTQ+ è sempre più presente, è vero, ma rimane un sottogenere come il gotico, il noir, il giallo… sicuramente il mercato sta cambiando, ma se non cambia anche la testa delle persone, non accadrà mai nulla di buono e concreto.

7 Nel tuo blog, parli spesso dei progressi della stesura dei tuoi romanzi e scrivi spesso qualche articolo sul tuo processo creativo, scambiando qualche opinione con i tuoi lettori. La relazione diretta, il dialogo fra te e i tuoi lettori è uno degli elementi-chiavi del tuo modo di scrivere?

Non proprio, anzi. Amo il dialogo con i miei lettori. Mi piace scambiare messaggi e opinioni con chi mi segue nel blog, ma i miei aggiornamenti di stesura sono in primis per dar segni di vita a chi mi segue. Scrivendo sempre in tempi ristretti, ci metto mesi per concludere la stesura di un romanzo e altrettanti per revisionare e correggere il testo. Se di tanto in tanto non do segni di vita, temo che il lettore possa pensare che mi sia arresa, e mi dispiacerebbe tantissimo. Non sono una cima nella scrittura, ma so per certo che dietro ogni mio romanzo c’è tutto l’impegno possibile. Ci sono ore di sonno perse, tempo che ho tolto alla mia vita quotidiana, al divertimento, alle uscite del weekend. Quando mi metto in testa di scrivere un romanzo, sostanzialmente smetto di esistere se non per andare a lavorare, sbrigare le incombenze famigliari e assistere mio padre anziano. Non c’è altro per me e spesso mi accorgo che non aggiorno il blog per giorni o settimane e allora cerco di tenere vivo l’interesse delle persone attraverso il dialogo, poi, a volte è anche un’esigenza personale. Sento il bisogno di esprimermi, di dire la mia su una determinate cosa e lo faccio, tutto qui.

8 Ho visto che sei anche mangaka e che hai la passione per gli anime. La tua passione per il Giappone influenza la tua scrittura?

Mi piacerebbe, ma non ho mai scritto nulla di ambientato in Giappone, anche se un personaggio asiatico appare nel mio primo romanzo, L’Altra Me.
Quando disegnavo manga, sì, sicuramente il mio amore per il Giappone, i manga e gli anime aveva influenzato le mie tavole, le divise dei miei shojo scolastici e via dicendo, ma non potrei mai scrivere qualcosa di ambientato a Tokyo per esempio, perché è una cultura che non conosco davvero e chi scrive di queste cose basandosi solo su quello che vedono negli anime o in un manga, secondo me sbagliano. La quotidianità narrata in quelle determinate situazioni, è già resa più “bella” dal fatto che è e rimane un’opera di fantasia, non parla della realtà, ma di una quotidianità idealizzata. Per narrare una storia ambientata in Asia, non basta leggere un libro o vedere una serie tv, la cultura è molto diversa, i ritmi, i costumi, il cibo… per cui, se la cosa si limita a un manga disegnato per diletto e messo su un blog, è un discorso, ma un romanzo destinato alla vendita è qualcosa di più “serio”. 😉

9 Quali sono i tuoi progetti artistici per il futuro? Possiamo aspettarci a una versione della serie “Complicated” in manga?

Magari, ma i miei occhi non reggerebbero uno stress così forte, disegnare per ore sarebbe impossibile ormai per me. E poi ho già tormentato abbastanza Edward & Co. è arrivato il momento di cambiare vittime! 🤣

Nel futuro ci sono diversi progetti legati all’editoria: devo revisionare il mio primo romanzo, L’Altra Me, poi ho in programma di concludere la stesura di un fantasy iniziato un paio di anni fa, ho ancora qualche romance in testa e un thriller o magari perché no? Un bel giallo! Ma sono solo progetti e la verità è che questo 2023 probabilmente sarà un anno di scrittura, ma non di pubblicazione. Voglio fare le cose con più calma e senza sentirmi ossessionata. Quando scrissi Ritorno a Breuddwyd, ero snervata dal fatto che non riuscissi a dedicarci il giusto tempo, col risultato che l’uscita slittava di mese in mese, ecco, diciamo che non voglio più ripetere un’esperienza simile. Voglio godermi la scrittura e se nel mentre riuscirò a pubblicare, benvenga!

10 C’è qualcosa che vuoi dire ai lettori di Inchiostronoir?

Spero di non avervi annoiato troppo con le mie chiacchiere, non so mai cose dire (scrivere) e temo sempre di uscire fuori tema o essere troppo prolissa. Se vi ho annoiato, vi chiedo scusa, ma non scappate, il povero Yannick è innocente! 🤣 (Edit: ho un ottimo avvocato!)

Buona giornata a tutti I lettori di Inchiostronoir e grazie per la vostra comprensione.

Fonte: Il mondo di Shioren

Ecco, grazie mille Anna! Vi ricordo che potrete trovare “Complicated Xmas” su Amazon, per il momento solo in formato ebook: basta cliccare qui per trovarlo.

Vi ringrazio per aver letto questa intervista! Mi raccomando, seguite “Il mondo di Shioren” su WordPress, Facebook, Twitter e Instagram!

A presto!

3 pensieri riguardo “Intervista ad Anna Esse!

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