Recensione: “Gli ingrattabili” di Cornelius Kane

Ciao amici!

Oggi, vi parlerò di un romanzo molto speciale che mi ha incuriosito dalla prima volta che ne ho sentito parlare: Gli Ingrattabili di Cornelius Kane. Si tratta di un romanzo noir/thriller nel quale un investigatore della polizia deve indagare su uno stranissimo e raccapricciante caso criminale che scomoderà tanta gente. Finora, niente di originale mi direte. Ma tutti i personaggi sono cani e gatti “umanizzati” e questo tocco quasi disneyano conferisce un fascino particolare a tutta la trama, ma vediamoci un po’ più chiaro.

Photo by Pixabay on Pexels.com

Il mese scorso, avevo scritto un articolo sulla serie a cartoni animati “Fish Police” (quasi sconosciuta in Italia), pensando che fosse in tema con la data del primo Aprile. Molti di voi hanno apprezzato quell’articolo e l’amica blogger Irene mi ha consigliato la lettura di un romanzo con degli animali poliziotti. Ho cercato il libro su Amazon e, una volta ricevuto, l’ho divorato peggio di Scooby-Doo con i suoi famosi croccantini! Lasciatemi parlarvi de “Gli Ingrattabili

Fonte: Ebay

La trama

Un rottweiler è stato ritrovato cadavere nel Moscaio, il peggiore angolo dei Canili, che è già un postaccio in tutta San Bernardo. L’ispettore Max “Crusher” Mc Nash, delle forze canine è incaricato del caso: questo bull terrier scorbutico e solitario dovrà vedersela con questo intricato caso di carnicidio. Ma il peggiore arriva quando gli viene detto che dovrà fare squadra con Cassius Lap, un siamese del FBI: Feline Bureau of Investigation.

La mia opinione

Prima di leggere questo romanzo, pensavo che si trattasse di animali “normali” che fanno cose quasi normali per degli animali (non credo che indaghino, tranne per i cani poliziotto). Ma no, si parla di animali umanizzati e antropomorfi che fanno cose da umani e utilizzano una tecnologia simile alla nostra (il romanzo è stato scritto nei primi anni ’90) e hanno la propria civiltà molto simile alla quella occidentale di allora, con qualche aggiunta del tutto animale.

Quindi, c’è la metropoli di San Bernardo, con il suoi distretti di polizia (forse canine e FBI), la sua criminalità, i suoi problemi sociali e centinaia di razze di gatti e di cani che vivono più o meno insieme. Questa ambientazione mi ha entusiasmato perché mi ha rammentato varie opere noir ambientate in varie città reali degli USA. Ma anche se non esiste, diventa familaire molto rapidamente, come la Springfield dei Simpson o Gotham City. La differenza abissale fra cani e gatti si specchia nelle accurate descrizioni dei Canili (pensate alla Rust Belt, per esempio) e di Gathattan (il riferimento è chiarissimo).

I personaggi sono tutti molto interessanti: Crusher sembra essere il classico Duro alla Dirty Harry, ma l’autore ha avuto cura di approfondire questo protagonista (nonché narratore della storia) e in varie occasioni il lettore accompagna Crusher nel suo travagliato passato, che potrebbe essere quello di molti poliziotti. Ma la vicenda non si limita al bull terrier, si sono molti elementi che descrivano la personalità di Cassius Lap, il siamese fighetto del FBI e la complicata relazione e convivenza fra cani e gatti è spiegata e messa sotto vari luci durante tutto lo svolgimento della trama: come una grandissima matassa di cui non si trova il filo. I personaggi secondari hanno un ruolo fondamentale che va ben oltre lo schema classico di “spalla”, “colpevole” o “complice” : ognuno ha le sue precise motivazioni per agire in un determinato modo. Più di un classico giallo, “Gli ingrattabili” è un thriller, al limite della spy story.

Lo stile dell’autore è convincente: ci vuole pochissimo tempo per abituarsi a questo mondo a metà strada fra umanità e animalità. I luoghi fanno parte della trama e contribuiscono dare credibilità e profondità a tutto il romanzo. Da notare i tocchi animaleschi al quotidiano di tutti i personaggi: i cani fanno i loro bisogni sugli idranti (nonostante siano civilizzati), le pulci sono sempre una spina nel fianco e alcuni gatti hanno un debole per… l’erba gatta. Chi ha un animale in casa (o chi è semplicemente un appassionato dei cani e dei gatti) troverà tutto quello che fa il quotidiano dei nostri animali a quattro zampe! L’umorismo è molto presente: le battute e i nomignoli di Crusher per Lap sono vari riferimenti alla cultura pop e non si può trattenere un sorriso quando alcuni marchi sono stati “animalizzati”, come la macchina “Vulpswagen“, il giornale “The scratching post” o alcuni nomi storpiati come quello dell’attore “Jack Russel Crowe“. Tutto è ingegnosamente mischiato per ottenere una lettura interessante, fluida e divertente.

Questo romanzo è anche una satira: anche se parte come un giallo con qualche influenza del noir e del thriller, “Gli Ingrattabili” è un’opera che parla della nostra società: tutti gli animali presenti hanno i loro problemi e c’è anche uno statu quo pesantissimo che regge tutta la loro civiltà. Questo statu quo è in piena mutazione ed è anche la colonna portatrice di tutta la trama. Qualche anno fa, Booktagger ha paragonato questo romanzo a una fusione fra “Pulp Fiction” e “”La fattoria degli animali“. Questo è vero, ma forse direi che si dovrebbe anche aggiungere “Fight Club“, “Nato un quattro Luglio” e qualche testo di Platone perché questo romanzo è una vera bomba, credetemi e va oltre la recinzione del giallo moderno, come un cane che vuole liberarsi ed esplorare tutta la città.

Avrei molto da dire su “Gli Ingrattabili“, ma preferisco fermarmi lì per non rivelarne troppo. Non vedo l’ora di leggere il secondo volume “Il braccio felino della legge“.

Verdetto

Scheda tecnica

Titolo: Gli Ingrattabili

Autore: Cornelius Kane

Numero di pagine: 276

Genere: Giallo/Thriller/Noir/Satira

Casa Editrice: TEA

Link d’acquisto: Amazon, Mondadori store

Ecco, per oggi è tutto! Vi ringrazio per aver letto questa recensione: non esitate a condividerla con tutti i vostri amici (non quelli a quattro zampe, dato che non sanno leggere… oppure non credo) sulle vostre piattaforme preferite!

A presto!

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